ANNO 16 n° 272
Strage del bus Erasmus in Spagna, un processo per stabilire la verità
La Corte di Appello di Terragona ha accolto il ricorso presentato dai familiari. Tra le vittime la 22enne Elisa Scarascia Mugnozza, figlia di Giuseppe, docente Unitus

 

VITERBO - Sarà un processo a stabilire la verità sull'incidente stradale avvenuto il 20 marzo 2016 in Catalogna costato la vita a 13 studentesse Erasmus, tra cui Elisa Scarascia Mugnozza, romana, figlia di Giuseppe, docente Unitus.

Lo ha stabilito la Corte di Appello di Terragona che ha accolto l'ultimo ricorso presentato dalle famiglie delle vittime. Unico imputato, con l'accusa di omicidio colposo, l'autista alla guida del mezzo, il 62enne Santiago Rodriguez Jimenez. L'uomo inizialmente ammise il colpo di sonno, salvo poi ripensarci e negare tutto al momento della seconda deposizione.

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Elisa Scarascia Mugnozza, 22 anni, si era trasferita nella città catalana per studiare Medicina alla Facultat de Medicina-Hospital Clínic dell'Universitat de Barcelona. Anche lei si trovava a bordo del pullman che all'alba del 20 marzo 2016 si è ribaltato  in un tratto dell’autostrada che collega Valencia a Barcellona, all'altezza circa di Tarragona. Era la figlia di Giuseppe, attuale del Dibaf, il dipartimento di Agraria dell'Università della Tuscia e nipote di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, storico rettore dell'ateneo viterbese, scomparso nel 2011, all’età di 85 anni. 

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