

VITERBO - Il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da Sabrina Bacchio che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione.
La cognata di Salvatore Bramucci avrebbe avuto quindi un ruolo attivo nella preparazione dell'agguato mortale. Ne sono convinti gli investigatori e il pm, Massimiliano Siddi, che ha chiesto e ottenuto dal gip, Rita Cialoni, della custodia cautelare in carcere.
A inchiodare la donna il suo cellulare. In un messaggio del 17 luglio scorso a Toni Bacci (in carcere dal 13 settembre insieme a Lucio la Pietra), Sabrina Bacchio scrive: ''Nino, mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi''. Secondo gli investigatori con evidente riferimento al Bramucci autorizzato dal magistrato di sorveglianza, il giorno prima, 16 luglio, ad anticipare dalle 9 alle 8 l’uscita dal domicilio coatto.
Il 30 luglio, Bacci contatta la Bacchio per comunicarle che il gruppo di fuoco era pronto ad agire. ''Sabrì, come stai? Noi siamo tutti in preparazione, eh!!”. In sottofondo si sarebbe sentita ''una voce maschile che afferma “andassimo a ammazza’”, frase questa che per gli inquirenti inequivocabilmente metterebbe in luce che la “preparazione” cui faceva riferimento il Bacci era inerente all’agguato mortale al Bramucci.
Martedì 2 agosto la Bacchio chiedeva contezza a Bacci sullo stato di preparazione dell’agguato. Lei:”Come stiamo messi?”. Lui: “Siamo messi a Smart, dopo vado a vede’ sta Smart, dopo ci passo de là stasera e ce vado sum sistemiamo tutto penso e giovedì mattina siamo là”.
Poi i due contrattempi che hanno costretto il ''gruppo di fuoco'' a rimandare a 7 agosto l'agguato mortale.
Presunzione d'innocenza: Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva”
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