

di MDL

VITERBO - Stava per finire di scontare una pena di 3 anni e 4 mesi per usura ed estorsione Salvatore Bramucci che aveva sei ore al giorno di libera uscita. Per questo progettava già il suo futuro, lontano a Soriano nel Cimino. Voleva trasferirsi con la figlia, avuta dal primo matrimonio, a Tenerife per questo stava cercando di ''riscuotere - si legge nell'ordinanza - crediti maturati evidentemente nel medesimo contesto delinquenziale, di cui si trova traccia in una agenda sequestrata nella sua abitazione che riporta due pagine manoscritte contenenti sigle associate a cifre, per un importo complessivo di 47mila 300 euro''.
Ma tra Bramucci e i due arrestati per il delitto, Antonio Bacci e Lucio La Pietra, non ci sarebbero stati rapporti diretti.
Per questo le indagini dei carabinieri proseguono per accertare eventuali altre responsablità e chiarire il movente.
Intanto ieri i due 48enne romani accusati del delitto hanno fatto scena muta davanti al gip nell'interrogatorio di garanzia. I loro legali hanno annunciato il ricorso al tribunale del riesame per la scarcerazione.
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