

VITERBO – Il feretro avvolto da tante orchidee e un dolore composto nella chiesa del Paradiso dove, alle 15 in punto di oggi pomeriggio, il vescovo ha officiato le esequie di Anna Maria Cultrera, la 61enne barbaramente uccisa dal compagno Antonio Matuozzo nella notte tra venerdì e sabato nell’appartamento di via IV Novembre, a Barbarano Romano.
Tra i banchi della chiesa i parenti della vittima, amici e conoscenti. C’erano anche l’avvocato di famiglia Antonio Manganiello, il sindaco di Barbarano Romano, Rinaldo Marchesi, e gli impiegati dell’agenzia di assicurazione del fratello Vincenzo, giunti a testimoniargli affetto. “E’ distrutto dal dolore”, ha commentato qualche amico. “Il riconoscimento è stato per lui uno schock”.
Breve, ma decisa nei contenuti, l’omelia del vescovo. “C’è sempre tristezza e dolore quando si porge l’estremo saluto ad una persona cara e, in questa circostanza, sono sicuramente più grandi per le modalità in cui è avvenuta la morte”. E’ con queste parole, pronunciate con tono di voce fermo ma pacato, che ha aperto la sua predica.
Non ha mai, mai, fatto riferimento né all’assassino né all’efferato delitto. Non un accenno, affermando però che, in questi momenti, “è umanamente comprensibile provare sentimenti di sdegno e livore. Ma – ha detto – dobbiamo cancellarli dai nostri cuori; Anna Maria, dalla Casa del Signore, vi invita a non avere mai atteggiamenti di violenza. Tolleranza zero contro ogni forma di violenza. Oggi siamo tutti affaticati ed oppressi, in particolare i familiari: vi invito – ha concluso Fumagalli – a ristorarvi nell’acqua della comprensione e del perdono''.
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