ANNO 16 n° 273
In arrivo fascicolo su violenza sessuale
La documentazione su inchiesta che aveva spedito in carcere Matuozzo presto sulla scrivania del pm
08/11/2013 - 01:48

VITERBO – Evidentemente il plico di quel fascicolo chiesto dagli inquirenti viterbesi ai colleghi lombardi è privo della bollatura “posta prioritaria”.

Più di venti giorni dopo l’efferato delitto di Anna Maria Cultrera il sostituto Fabrizio Tucci, titolare dell’inchiesta, non ha ancora ricevuto la documentazione relativa alla vicenda sulla abusi sessuali che aveva fatto finire in carcere Antonio Matuozzo, carnefice della 61enne impiegata di Poste italiane in pensione. “Stiamo sollecitando da giorni, contiamo di avere le carte nel giro di poche ore”. Forse proprio oggi.

Si tratta, in particolare, di una vicenda giudiziaria risalente ad oltre sei anni fa. Anna Maria e Matuozzo (recluso nel penitenziario viterbese dal 12 ottobre scorso, giorno successivo al delitto) vivevano nel Bresciano quando l'uomo fu condannato a tre anni e mezzo per una brutta storia di abusi sessuali nei confronti di una parente della donna. “Il mio assistito si è sempre dichiarato innocente, anche in sede processuale ha respinto le accuse”, aveva detto l’avvocato Marco Marcucci, spiegando che, all’epoca dei fatti, la faccenda non intaccò la loro relazione. “Lei andava sempre a trovarlo nel carcere di Vigevano dove era detenuto e si scambiavano una fitta corrispondenza. Escudo che possano esserci legami con l’omicidio”. Ma, forse, le cose non stanno proprio così.

Dopo aver ascoltato i familiari, negli investigatori si è insinuato il sospetto che, in realtà, nelle settimane antecedenti il delitto, Anna Maria aveva iniziato a dubitare del compagno tanto che, più volte, lo aveva invitato ad andarsene dalla casa di Barbarano in cui vivevano in affitto dal mese di aprile.

Adesso, per fare ulteriori accertamenti, gli inquirenti attendono quel fascicolo e i risultati dell’esame autoptico che, con ogni probabilità, non arriverà prima di una ventina di giorni (il medico legale Giorgio Bolino si era infatti preso 45 giorni di tempo per il deposito della relazione autoptica, esame che si era svolto il 16 ottobre scorso).

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