


Energie rinnovabili sì, energie rinnovabili no. Il dibattito sulle fonti energetiche pulite, finalizzate a sostituire vecchi modelli, sembra non avere soluzione, spesso con narrazioni che non tengono conto dei dati sull'inquinamento e i cambiamenti climatici. E i numeri sul consumo di suolo gettano un macigno sulla bilancia dei pro e contro, visto che Viterbo, e tutta la provincia della Tuscia, sono invasi, in assenza di una normativa idonea, da impianti per centinaia di ettari. Vallate di silicio che metterebbero a rischio la produzione agricola e deturperebbero il paesaggio meraviglioso dell'Alto Lazio, e poi ci sono le orripilanti prospettive di torri eoliche alte, a quanto si dice, anche 200 metri. 'É molto grave che non ci sia una pianificazione da parte del soggetto pubblico' spiega Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Valle Armerina e delle Forre, dove é nata anche una delle prime comunità energetiche del viterbese, 'la legislazione non é completa e ci vuole una ricognizione su casali e zone dismesse dove fare il fotovoltaico'.
'Serve una progettazione apriori' afferma Crucianelli 'l'installazione di questi campi fotovoltaici é sostanzialmente un accordo tra privati, tra l'azienda proponente e il proprietario del terreno che vende. Il potere pubblico non si é interessato alla questione della transizione energetica. che é diventata un Far West. Gli enti pubblici invece dovrebbero guidare la transizione ecologica, regolamentando, e prendendo l'iniziativa: individuando essi stessi, per primi, aree dismesse, casolari e capannoni abbandonati, a disposizione per la creazione di fotovoltaico. La perdita di centinaia di ettari di terreni agricoli é un grave danno per il territorio e per la sicurezza alimentare'.
La questione dunque non potrebbe essere più attuale, dopo che l'amministrazione comunale di Viterbo, in concerto con la Regione Lazio, sta tentando di correre ai ripari, e si sviluppa una narrazione parallela che vede nel fotovoltaico, e non nella mancata gestione, il problema. Anche Coldiretti Viterbo, nei giorni scorsi ha lanciato l'allarme sulla produzione agricola del viterbese, con una grave perdita di prodotti tipici.
A suscitare l'interesse per la zona del viterbese sarebbero le infrastrutture elettriche per il trasporto dell'energia: 'Senza le infrastutture di trasporto dell'energia gli impanti non servono a molto' spiega Giovanni De Caro, ingegnere energetico che da anni si occupa di consulenze 'e farne di nuove sarebbe troppo costoso. Nelle zone di Tuscania e Montalto di Castro ci sono delle sotto stazioni elettriche, che assistono le centrali elettriche di Montalto e Civitazìvecchia, rendendo appetibile la zona della Tuscia. Serve un tavolo tecnico a livello locale, ma spesso i sindaci non si interessano'.
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