

VITERBO – (f.l.) Dovrebbe concludersi questo pomeriggio il secondo processo a carico di Giorgio De Vito, il 37enne napoletano accusato di aver tentato di uccidere a colpi di scimitarra Emiliano Liberati. Il gup Franca Marinelli pronuncerà oggi pomeriggio, salvo imprevisti, la sentenza del processo per tentato omicidio per cui De Vito, reduce dall’ergastolo come unico responsabile dell’omicidio Rizzello, ha chiesto il giudizio abbreviato.
I fatti risalgono al 12 maggio 2010, pochi mesi dopo l’omicidio della Rizzello, quando, per l’accusa, l’imputato avrebbe attirato nel suo appartamento la Michta e Liberati e li avrebbe aggrediti con una scimitarra nascosta sotto il letto. Motivo della lite sarebbe stata la forte gelosia nei confronti della ex compagna, Mariola Michta appunto. De Vito ha sempre negato questa dinamica, sostenendo invece di averli sorpresi a casa sua con l’intento di derubarlo.
Questo episodio risultò fondamentale ai fini delle indagini dell’omicidio Rizzello, per cui, a tre mesi dalla morte di Marcella e a seguito di più di duecento campioni di dna comparati, non avevano ancora dato alcun risultato circa l’autore del noir di Civita. La svolta si ebbe proprio con la lite tra Giorgio De Vito e Emiliano Liberati. Il dna di De Vito, infatti, era compatibile con quello trovato nella villetta di Marcella. Il 9 maggio scorso, poi, a due anni dall’omicidio, la sentenza: ergastolo.
Oggi, invece, dopo la requisitoria del pm Renzo Petroselli, le arringhe di parti civili e difesa, il gup Marinelli emetterà la sentenza del processo per tentato omicidio, processo in cui Liberati e Michta si sono costituiti parte civile.
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