

ROMA – (fla.lud.) Ancora un rinvio per il processo d’appello per tentato omicidio nei confronti di Giorgio De Vito, assistito dall’avvocato Enrico Valentini. In aula mancano le cuffie, indispensabili per l’imputato, che è affetto da sordità quasi totale: se ne riparla il prossimo 28 ottobre.
A De Vito, napoletano 40enne già condannato a diciassette anni per l’omicidio di Marcella Rizzello, sono stati inflitti anche sette anni e quindici giorni di reclusione per aver tentato di uccidere il rivale in amore, l’operaio di Fabrica di Roma Emiliano Liberati. Il fatto risale al 12 maggio 2010: De Vito attira la ex, Mariola Michta e il nuovo compagno di lei, Liberati, nel suo appartamento e, accecato dalla gelosia, aggredisce entrambi a colpi di coltello e di scimitarra, che teneva nascosta sotto il letto. I due, De Vito e Liberati, entrambi feriti dopo la colluttazione, il primo a una mano e il secondo anche alla schiena e al viso, finiscono in manette.
È stato giudicato il 5 giugno 2012 con rito abbreviato e condannato come detto a sette anni e quindici giorni di reclusione con l’esclusione dell’aggravante della minorata difesa e la sussistenza dell’attenuante per semi infermità mentale e oggi si sarebbe dovuto aprire il processo d’appello. Ma dopo un rinvio ad ottobre scorso per un difetto di notifica all’imputato (arrivata presso il suo domicilio, a Civita Castellana, quando era invece già recluso nel carcere di Mammagialla a Viterbo) ha subito un’altra battuta d’arresto per l’assenza di cuffie: tutto rinviato al 28 ottobre prossimo.
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