

di Fabio Tornatore

VITERBO - Intervista al presidente dell'Ordine degli Agronomi di Viterbo Roberto Petretti, riguardo le manifestazioni che in questi giorni agitano le piazze (le rotonde nel caso di Viterbo) delle città dii mezza Italia.
'Gli agricoltori hanno la mia solidarietà' spiega Roberto Petretti 'comprensibili i problemi a cui vanno incontro, vessati dalle norme europee, aumenti di prezzi insostenibile, per inflazione e guerra, e diminuzione delle contribuzioni. Il settore agricolo è regolato a livello comunitario, ma oggi ha centralità anche il ministero, a cui le Regioni attingono. Uno dei problemi che lamenta il settore è la scarsità di contributi: nonostante sia uno dei settori più attenzionati dal punto di vista contributivo, però questi vanno solo in direzione di un supporto al reddito'.
Petretti spiega poi la qustione della rotazione delle colture obbligatoria per gli agricoltori: ' non si tratta di un obbligo, gli agricoltori sono vincolati alla rotazione delle colture per avere accesso ai contributi. Però, con la nuova PAC ridotta molti sono quelli che decidono di non rincorrere la produzione e vanno per conto loro. La questione europea però, non è legata ad una logica di produzione, ma ambientale. I terreni, con coltivazioni dello stesso prodotto nel lungo periodo, vengono depauperati, e il mantenimento della fertilità si può riottenere solo utilizzando fertilizzanti chimici, che sono inquinanti e danneggiano la salute. Ruotare le colture significa rinnovare i terreni'.
'Le proteste però' continua il presidente dell'Ordine 'non sono legati tanto a questi fattori, quanto a reddito e prezzi di mercato. Oggi, molte aziende agricole vendono i propri terreni per impianti fotovoltaici, perchè questi offrono più del valore di mercato del terreno. Gli agricoltori generalmete sono legati a valori e vecchie tradizioni, per cui se un agricoltore cede il terreno per un impianto fotovoltaico è perchè l'azienda non gli permette di mantenersi. Chi vende il pezzo di terra non lo fa mai a cuor leggero. Se un ettaro di terra rendesse abbastanza da permettere all'agricoltore di mantenersi non lo cederebbe'.
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