

VITERBO - Torneranno oggi a protestare presso l'ambasciata di Spagna a Roma, i genitori di Elena Maestrini, una delle 13 studentesse italiane in Erasmus, morte in spagna il 20 marzo del 2016 quando l'autobus su cui viaggavano, di ritorno da Valenzia a Barcellona, si schiantò contro il guardrail. Tra loro c'era anche la viterbese Elisa Scarascia Mugnozza, nipote del fondatore e figlia di un docente dell’università degli studi della Tuscia.

A sei anni dall'accaduto i genitori delle vittime tornano a chiedere giudizia perché a tutt'oggi non c'è un responsabile.
Il giudice istruttore di Amposta, per tre volte, ha cercato di archiviare il caso a novembre 2016, a settembre 2017 e a ottobre 2019 ma le famiglie si sono sempre opposte e a settembre 2020 si è chiusa definitivamente la fase istruttoria e il conducente del pullman è stato rinviato a giudizio. Da allora è passato un altro anno e mezzo ma al momento il tribunale non ha comunicato alcuna data per una prima udienza.
''Non chiediamo vendetta, chiediamo giustizia - dice il padre di Elena Maestrini - esterneremo il nostro dolore e la nostra indignazione per come è stata portata avanti questa inchiesta da parte di alcune giudici spagnoli. Non nascondiamo anche un po' di delusione per le istituzioni italiane. Faremo di tutto per dare verità e giustizia a queste nostre figlie''.
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