

VITERBO - Nulla di fatto su Talete, questo il succo della conferenza d’ambito svolta questa mattina a Palazzo Gentili. A dire molto il tabellino dei presenti: 19 sindaci su 63 convocati. Con questo clima difficilmente si arriva da qualche parte. I presenti hanno affrontato la spinosa faccenda, che vede la società di gestione del servizio idrico a secco di liquidità. Con un paio di situazioni pesanti a cui far fronte: lo stipendio dei 150 lavoratori relativo al mese di febbraio, il pagamento a una delle società che fornisce l’energia elettrica Eracom, che avrebbe già nel cassetto la possibilità di un pignoramento di 4 milioni di euro.
Le opzioni di intervento possono essere riunite tutte sotto un’unica voce: ricapitalizzazione. Insomma c’è bisogno di liquidità immediata, o comunque di un’azione forte da parte dei soci, i comuni, utile a sbloccare il credito presso gli istituti bancari. Occorre che i comuni sottoscrivano quote in proporzione al capitale posseduto, oppure la società potrebbe presentare un bilancio in perdita chiamando i comuni a ricapitalizzare, se però questa seconda azione non si concretizzasse la società va in liquidazione. In alternativa a garanzia del credito da prendere dovrebbe entrare in ballo la Regione Lazio.
Tutto rimane fumoso e melasso di buoni propositi. Intanto i lavoratori, che hanno annunciato uno sciopero sotto la Regione per il 27, sono pronti a un’azione legale che punterebbe a tirare in ballo le responsabilità dei soci. Chi, di tutti i comuni confluiti in Talete, ha mai esercitato quel controllo analogo che sarebbe loro compito?
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