

di Roberto Pomi
VITERBO -Talete, eppur si muove. Il consiglio comunale di Viterbo è riuscito a gettare un sasso nello stagno e a indicare una direzione. Il documento preparato lo scorso giovedì è tornato in aula e sottoposto a un fuoco incrociato d’emendamenti. Alla fine è passa un maxiemendamento trasversale, firmato da Partito Democratico, Oltre le mura, Forza Italia, Fratelli d’Italia, il gruppo misto di Elpidio Micci e Vittorio Galati e Fondazione.
Quattro punti essenziali: 1) dare mandato all’amministrazione di disporre di tutti gli atti necessari per rendere possibile rapido accesso al credito a Talete per risolvere le problematiche più urgenti; 2) chiedere alla società una fotografia chiara delle sue condizioni economiche. Una sorta di elenco certificato dei conti; 3) chiedere alla società d’individuare delle figure esterne capaci di sviluppare un piano di rilancio serio; 4) valutare la prospettiva della ripubblicizzazione una volta che la società ha raggiunto il pareggio.
Bocciati i 33 emendamenti di Viterbo2020 e quello congiunto Sel-Cinque Stelle. Emendamenti tutti costruiti sulla linea dettata in questi giorni da Bengasi Battisti: superare Talete e creare un soggetto consorziale pubblico. Una mossa che permetterebbe alla Regione Lazio di intervenire a sostegno dell’Ato debole etrusco. Il documento e gli emendamenti votati non contengono nessuna presa di posizione contraria a una futura e possibile cessione del servizio ai privati.
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