ANNO 16 n° 273
Scelta la squadra del sindaco Michelini
Ciambella, Ricci, Fersini (Pd), Saraconi e Zucchi (Oltre le Mura), Barelli (Viva
Viterbo) e Valeri (Sel) gli assessori. L'ottavo posto resta a disposizione di Serra
che ha già risposto no. Se non dovesse ripensarci non verrebbe rimpiazzato
14/06/2013 - 00:00

VITERBO – La lista degli assessori l’ha in tasca da ieri sera. Ma la renderà pubblica solo oggi. Al neo sindaco Leonardo Michelini resta da sciogliere un solo nodo: la presenza in giunta di capolista del Pd Francesco Serra, che ieri ha annunciato urbi et orbi che non intende accettare l’incarico per ché preferisce continuare a fare il cardiologo. Sarebbe però disposto a presiedere il consiglio comunale. Gli farebbe anche piacere che a rappresentre i ''renziani'' in giunta venisse chiamato il ''fedele'' Sandro Mancinelli. Ma la proposta è stata respinta al mittente. Innanzi tutto perché nella delegazione Pd ci sono persone che si sono guadagnate sul campo centinaia di preferenze. Che potrebbero insorgere vedendosi scavalcate da un ''estraneo'', mai candidato a nulla. E non può bastare professarsi renziano per ottenere un assessorato, sebbene come soluzione di ripiego. Ma il problema è stato risolto alla radice da Michelini: qualora Serra dovesse mantenere il punto, infatti, la giunta tornerebbe a sette e il modulo di gioco il tre-due-uno-uno. 

Salvo ribaltoni dell’ultima ora, quindi, la squadra che verrà annunciata oggi sarà composta da Luisa Ciambella, Alvaro Ricci e Fabrizio Fersini in quota Pd; Raffaella Saraconi e Alessandra Zucci per Oltre le Mura, Raffaella Valeri per il Sel. Un’altra sorpresa potrebbe saltar fuori dal Viva Viterbo. Le quotazioni di Maria Rita De Alexandris sono infatti precipitate, anche per decisione della diretta interessata. Al suo posto è quasi certa la nomina di Giacomo Barelli. Ma sua permanenza in giunta, secondo i rumors, dovrebbe essere a ''tempo determinato''.

Se, sul filo di lana, Serra dovesse ripensarci, sarebbe lui l’ottavo assessore. Anche se le motivazioni del suo ''gran rifiuto'', cioè continuare a fare il cardiologo (casa che farebbe estremamente felici i suoi pazienti) puzza un po’ di pretesto. Durante la campagna per le Primarie, Serra ha più volte detto pubblicamente che nel caso in cui fosse diventato sindaco non avrebbe lasciato la professione. E se non l’avrebbe lasciata per fare il sindaco non si vede perché lo dovrebbe fare per un assessorato.

Per quanto riguarda le deleghe, invece, il mistero è totale. Ci sono le solite indiscrezioni che vorrebbero Ricci al bilancio e alla programmazione, Ciambella ai servizi sociali, Fersini ai lavori pubblici, Saraconi all’urbanistica. Alle quali, nelle ultime ore, si è aggiunta quella che vorrebbe Barelli alla Cultura, un assessorato che sembra essere diventato terreno di caccia riservato a Viva Viterbo. La Zucchi, infine, potrebbe ''ereditare'' le deleghe assegnate al padre nella giunta Marini: viabilità e traffico. Ma in molti, davanti a questa ipotesi, avrebbero storto la bocca.

La corsa alla carica di presidente del consiglio comunale, fino a ieri, vedeva di gran lunga favorito Filippo Rossi. Ma la ''disponibilità'' di Serra potrebbe rimetterla in discussione.

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