

di Domenico Savino
VITERBO – La sala Aurora è piena. E’ un brulicare di consiglieri eletti e di chi non è riuscito ad arrivare a Palazzo dei Priori. Tante donne come era ampiamente previsto. Mai come in questa consiliatura saranno le rappresentanti del gentil sesso ad essere protagoniste. Tante facce più o meno note per il primo giorno di scuola di Leonardo Michelini. C’è grande curiosità nel sapere la squadra di governo, la prima di una giunta di centrosinistra da diciotto anni a questa parte. Ieri l’ex presidente della Coldiretti si è ufficialmente insediato e oggi ha già pronta la lista con le deleghe.
Segno che aveva tutto già in mente almeno da qualche giorno. Segno evidente della sua concretezza e della sua risolutezza. Si fa attendere qualche minuto poi quando arriva in sala non vuole sedersi a capotavola e preferisce che siamo le donne a mettersi al suo fianco. Esordisce dicendo che i problemi sono maggiori di quello che aveva previsto, poi snocciola nomi e deleghe.
Otto assessori con il dubbio di Francesco Serra che non è presente e dopo la conferenza di Michelini ha dichiarato di non accettare alcun assessorato (la delega era allo sviluppo economico). Rispettata equamente la differenza di genere, quattro uomini e altrettante donne. Un poker di assessori al Partito democratico: Alvaro Ricci all’urbanistica, Francesco Serra - sub iudice - allo sviluppo economico, Luisa Ciambella al bilancio, al patrimonio e alla polizia municipali Fabrizio Fersini alle politiche della famiglia, giovani e sport; due alla lista civica Oltre le mura: lavori pubblici per Raffaella Saraconi, Alessandra Zucchi ai servizi sociali; uno rispettivamente a Sel (a Raffaella Valeri istruzione, università e verde pubblico) e Viva Viterbo (alla cultura Giacomo Barelli). Ecco quest’ultima non è la novità, come lo stesso Michelini precisa in quanto l’accordo pre ballottaggio con la lista di Filippo Rossi prevedeva un assessorato.
Il sindaco preferisce tenere a sé la delega al lavoro ''che è la delega ai problemi'', uno dei punti forti in campagna elettorale che ancora campeggia sui manifesti. Va sempre dritto al cuore delle questioni: ''La nomina della giunta è di competenza del sindaco e mi assumo tutte le responsabilità del caso – dice -, ho scelto gli assessori avendo le mani libere e non mi faccio condizionare da nessuno. Spero di aver rottamato un tipo di politica che non mi appartiene. Non ho fatto la giunta con il bilancino e soprattutto non voglio deludere i miei elettori che sono stati tanti e hanno riposto in me grande fiducia''.
Michelini taglia corto sull’assessorato alla cultura, quello che potrebbe creargli qualche problema: ''Conflitto d’interessi tra Barelli e Caffeina? Se ci sarà o l’assessore risolve il suo conflitto o sarò io a togliere la delega''. Per quanto riguarda il vice sindaco ''Io propongo Luisa Ciambella''; i compensi ''saranno moltiplicati per sei e divisi per otto''; il presidente del consiglio comunale ''sarà eletto dal consiglio''; gli assessori e la prima seduta dell’assise cittadina ''si terrà entro il merse di giugno. Saranno assessori a tempo pieno? A me interessa che i problemi vengano risolti''. La chiusura somiglia tanto all’incipit: parla di lavoro e degli impegni che lo attendono. Non c’è neanche il tempo per la foto di gruppo, anche perché manca Serra.
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