

VITERBO – Farà giocare la sua squadra con il modulo 3-2-1-1 il nuovo sindaco di Viterbo Leonardo Michelini. La giunta che si accinge a varare – entro le prossime 36-48 ore –, con tutta probabilità, sarà formata da 3 esponenti Pd, 2 della lista civica Oltre le mura, 1 del Sel e 1 di Viva Viterbo. Tutti eletti.''Ma al di là del modulo, che potrebbe sembrare difensivo, sarà una compagine votata all’attacco'' assicurano ambienti molto vicini a Michelini.
Secondo quanto si è appreso, il neo sindaco avrebbe già in pectore 5 nomi. Gli altri 2 li avrebbe individuati ma starebbe verificando ancora come potrebbero integrarsi con il resto della formazione. I criteri di scelta della squadra sarebbero semplicissimi e incontestabili: ''Capacità, esperienza e consenso''. Ad annunciarli è stato lo stesso Michelini nella conferenza stampa tenuta ieri mattina a Palazzo dei Priori. Da qui ad arrivare agli identikit dei probabili assessori il passo è breve, almeno all’apparenza: la delegazione Pd dovrebbe essere composta da Francesco Serra, Luisa Ciambella e Alvaro Ricci, quella di Oltre le mura da Raffaela Saraconi e Maurizio Tofani; il Sel dovrebbe essere rappresentato da Raffaella Valeri, e Viva Viterbo da Maria Rita De Alexandris. Quattro donne e tre uomini.
Sul nome della Saraconi, il Sel potrebbe avere qualcosa da ridire, in quanto è stata sindaco di Valentano con una coalizione di centrodestra. La De Alexandris, invece, potrebbe essersi guadagnata i galloni da assessore marcando strettissimo, per una buona mezzora, prima Giuseppe Fioroni e poi lo steso Michelini durante la festa per la vittoria in piazza del Plebiscito.
Resta però da vedere se Serra, forte del consenso ottenuto alle primarie, pur arrivando dietro a Michelini, e poi alle ''secondarie, risultando il consigliere eletto con il maggior numero di preferenze (882) , accetti di entrare in squadra, oppure se deciderà di tenersi le ''mani libere'' per giocare a tutto campo il ruolo politico che si è costruito nel Pd. Nel caso in cui Serra dovesse operare il ''gran rifiuto'', il sindaco potrebbe attingere dai nomi seduti in panchina. In primo luogo quello di Fabrizio Fersini, molto vicino al consigliere regionale Enrico Panunzi, così come la giovane Alessandra Troncarelli. Ma proprio in virtù dei criteri annunciati da Michelini, la scelta potrebbe ricadere sul primo, mentre la seconda, alla prima esperienza consiliare, verrebbe mandata a farsi le ossa in commissione. Fersini, in alternativa, potrebbe ottenere il ruolo di presidente del consiglio. Qualche chance, in forza delle 328 preferenze ottenute, l’avrebbe anche Livio Treta, della lista Civica dei diritti per Viterbo. Ma quest'ultima ipotesi è data per remotissima.
Con la nomina della giunta, tutta interna, anche la composizione del consiglio comunale, almeno per quanto riguarda la maggioranza, è destinata a cambiare profondamente. Al posto di Serra (o chi per lui), Ciambella e Ricci subentrerebbero Christian Scorsi, Daniela Bizzarri e Augusta Boco. Per Oltre le mura, in sostituzione di Saraconi e Tofani, entrerebbero Francesco ''’Chicco'' Moltoni e Paolo Simoni. La De Alexandris di Viva Viterbo verrebbe rimpiazzata da Claudio Margottini. Per il Sel, infine, il posto della Valeri verrebbe preso dal segretario provinciale del partito Umberto Cinalli.
Le deleghe sono ancora assolutamente top secret. I boatos tuttavia, indicano Ricci assessore al bilancio e alla programmazione; Tofani o la Saraconi all’urbanistica; Ciambella ai lavori pubblici, Serra ai servizi sociali; De Alexandris alla cultura; Valeri all’ambiente e al verde pubblico. Ma, come detto, si stratta di voci incontrollate.
Per quanto riguarda il Pd, infine, circola con insistenza il nome del probabile capogruppo: Aldo Fabbrini. Consigliere di lungo corso – è alla quarta consiliatura – e con un trascorso da assessore provinciale nella giunta Mazzoli.
Notizie correlate