ANNO 16 n° 169
Omicidio Rizzello, al via il processo d'Appello
L'imputato Giorgio De Vito è stato condannato all'ergastolo in primo grado
22/04/2013 - 04:34

VITERBO – (ale.ser.) E’ uomo di parola l’avvocato Enrico Valentini che, questa mattina, torna nell’aula della Corte d’Assise d’appello capitolina.

“Sussistono i presupposti per il ricorso”, aveva detto il noto penalista del Foro di Roma il 3 luglio dello scorso anno. Giorno in cui i giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco avevano depositato le motivazioni della sentenza che, due mesi prima, aveva condannato all’ergastolo Giorgio De Vito per l’efferato omicidio di Marcella Rizzello; la giovane mamma di Civita Castellana uccisa a coltellata davanti agli occhi della figlioletta Giada (14 mesi all’epoca dei fatti, era il 3 febbraio 2010).

Oggi, su quel terribile fatto di cronaca che sconvolse la città delle ceramiche, si apre un nuovo capitolo.

Perché sono diversi, troppi per il legale, i punti ancora da chiarire. “Ci sono circostanze che avrebbero meritato maggiore attenzione in sede di procedimento giudiziario”.

Stella (il pastore tedesco di Marcella), innanzitutto, e il luogo del delitto in secondo luogo. “Durante il dibattimento, amici e parenti della vittima avevano confermato quanto l’animale fosse aggressivo nei confronti di persone che non conosceva”, ha spiegato il legale.

“Tuttavia – ha aggiunto – la mattina del delitto nessuno dei vicini lo aveva sentito abbaiare”. Un elemento, questo, che già in fase di indagini preliminari, aveva aperto la strada a due ipotesi: o Stella era stata sedata, oppure conosceva il carnefice della sua padrona. Il primo dubbio era stato sciolto dopo il responso negativo degli esami del sangue cui era stato sottoposto l’animale. Il secondo, in realtà, resta irrisolto: persino Lucia Prastaro, la mamma di Marcella, sul banco dei testimoni aveva ammesso: “Il cane abbaiava anche a me quando tenevo in braccio mia nipote (la piccola Giada, ndr). Stella non era aggressiva solo quando erano presenti mia figlia o Francesco”.

Il secondo punto che per l’avvocato Valentini non è stato preso abbastanza in considerazione dai giudici di via Falcone e Borsellino riguarda la scena criminis. “E’ stata alterata”, ha detto.

In effetti, quando quella mattina del 3 febbraio di tre anni fa, i carabinieri ed il pm Petroselli arrivano in via dei Latini, a Civita Castellana, la camera da letto teatro del delitto era già stata “inquinata”. A rinvenire per primo il corpo senza vita della povera Marcella era stato il convivente Francesco Vincenzi.

“La donna – e questo è un passaggio tratto dai “Motivi della decisione” - si presentava con i pantaloni del pigiama abbassati fino alle ginocchia e con una bottiglia appoggiata sulla zona pubica. A quel punto – scrivono i giudici estensori Pacioni e Turco – Vincenzi, in preda al panico … aveva rimosso la bottiglia portandola in cucina, dove l’aveva anche sciacquata… aveva rialzato leggermente i pantaloni della donna… e successivamente chiamato la sorella, che aveva coperto il pube della vittima”.

Che la scena criminis sia stata compromessa, dunque, è un dato oggettivo anche per la Corte che ha condannato De Vito al carcere a vita.

Non a caso, tra le prime richieste che l’avvocato Valentini fa alla Corte d’appello, c’è proprio quella di una nuova perizia sul dito medio di De Vito per accertare la paternità dell’impronta rinvenuta sulla bottiglia tra le gambe della vittima.

Sul ricorso già depositato, il legale espone ulteriori richieste. “Una nuova perizia psichiatrica – ha anticipato - e l’acquisizione delle sentenze di assoluzione della Michta e di condanna di De Vito al processo per tentato omicidio (7 anni), insieme ai documenti riguardanti il suo esonero dal servizio militare e il presunto abuso sessuale subito a undici anni da parte dei compagni di scuola”.

Nel caso in cui la Corte dovesse accogliere le richieste del difensore e, quindi, disporre nuovi accertamenti, i tempi del processo saranno più lunghi; in caso contrario l’istruttorio si limiterà alla discussione tra accusa, difesa e parte civile.

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