ANNO 16 n° 272
La salma di Elisa è rientrata in Italia
Il feretro atterrato ieri sera a Pisa insieme a quelli di altre due vittime
23/03/2016 - 09:40

VITERBO – Il feretro di Elisa Scarascia Mugnozza è rientrato in Italia ieri sera. La bara della ragazza romana vittima dell'incidente in Catalogna, figlia di Giuseppe e nipote di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, è atterrato ieri sera alle 23 con un aereo militare all'aeroporto di Pisa insieme a quello di due altre vittime dell'incidente dell'autobus in Spagna, la genovese Francesca Bonello e la torinese Serena Saracino. Le salme delle altre quattro vittime italiane, invece, rientreranno domani.

E', dunque, arrivato il nulla osta del giudice per l'avvio delle operazioni di rientro dei corpi delle vittime in Italia. L'ambasciatore italiano in Spagna, Stefano Sannino aveva ieri riferito all'Ansa che per due delle sette giovani vittime italiane le procedure di riconoscimento erano state ultimate ''perfettamente'' e che il via libera del giudice sarebbe dovuto arrivare entro giovedì. Aeronautica militare messo a disposizione dal governo. Per Elisa, Francesca e Serena i tempi del rientro sono stati più brevi.

L'ambasciatore ha anche aggiunto che le condizioni dei quattro feriti italiani nell'incidente, un ragazzo e tre ragazze, restano ''sotto controllo''. Le autorità catalane, si legge sempre sull’Ansa, si sono attivate per accelerare le procedure del rimpatrio e lunedì sera il presidente Carles Puigdemont ha accompagnato il premier italiano Matteo Renzi nella visita a Tortosa ai familiari delle sette ragazze.

''Ho portato a quei genitori l'affetto e la commozione degli italiani, tutti, tutti insieme, nessuno escluso'', ha detto Renzi dopo un’ora di incontro con i familiari di Elisa Scarascia Mugnozza, Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi e Serena Saracino.

Tutte studentesse, con un’età compresa tra i 21 e i 25 anni, che a Barcellona stavano creando le basi del loro futuro e che invece, all’alba di domenica, hanno trovato la morte. I loro corpi, insieme a quelli delle altre sei vittime di altri paesi uccise nell'incidente del bus maledetto che le trasportava da Valencia a Barcellona, sono stati allineati nell’obitorio di Tortosa. Non è escluso che, una volta rimpatriate tutte le salme in Italia, vengano celebrati i funerali di Stato per le sette studentesse.

Sull’incidente l’ipotesi più accreditata è che l’autista, 63 anni di cui 17, impeccabili, alla guida dei pullman, si sia addormentato al volante. Il mezzo avrebbe sbandato verso destra svegliandolo e quel punto lui avrebbe dato una forte sterzata a sinistra, facendo piombare il bus sulla carreggiata opposta dell'autostrada. Secondo La Razon, avrebbe detto sotto choc ai primi soccorritori: ''Lo siento, me he dormido' (''Mi spiace, mi sono addormentato''). Ora è indagato per omicidio plurimo ''per imprudenza'', come stabilito dal codice spagnolo.

Elisa Scarascia Mugnozza, 22 anni, era romana, abitava all’Olgiata ma con la Tuscia aveva un forte legame. Suo nonno, Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, è stato fondatore e primo rettore dell’Unitus. Il padre, Giuseppe, è tuttora professore di Ecologia forestale e direttore del Dafne presso lo stesso ateneo viterbese. Con il cuore spezzato domenica sera, avendo appreso dell’incidente e insospettito del fatto che la figlia non rispondesse al telefono, è partito per la Spagna, raggiunto poi lunedì dalla moglie quando sono stati resi noti i nomi delle vittime. La Tuscia tutta, in primis l’università, è stretta e vicina al dolore della famiglia Scarascia Mugnozza, come testimoniano i numerosi messaggi di affetto e cordoglio arrivati dopo la terribile notizia.

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