

VITERBO (S.C.) - ''Se le accuse verso Iezzi venissero confermate per noi crollerebbe una certezza''. Così il presidente dell'Ater di Viterbo Maria Gabriela Grassini ha commentato l'arresto di Antonio Iezzi, 56 anni, funzionario dell'Ater, finito in manette con l'accusa di associazione a delinquere e concussione per aver organizzato, insieme a due complici, l'occupazione abusiva di alloggi dell'Ater in cambio di tangenti.
''Questa notizia è stata un fulmine a ciel sereno - ha proseguito Grassini -, per tutti i funzionari dell'Ater, che ormai da anni lavorano con Iezzi, è impensabile che possa essere coinvolto in questa vicenda, non ci possiamo credere. E' da relativamente poco che lo conosco, essendo arrivata solo da alcuni mesi alla guida dall'azienda, ma tutto questo sembra assurdo, impossibile e non solo per me: sia i colleghi dell'Ater che i suoi compaesani, infatti, verso Iezzi hanno solo che parole di stima, è sempre stato impegnato nel sociale, è profondamente religioso e non possiamo credere che tutto questo sia vero''.
''Abbiamo profonda fiducia nella magistratura e speriamo che possa far luce sulla vicenda nel minor tempo possibile - ha concluso Grassini -, con la speranza che tutto si risolva al meglio. Se invece le accuse dovessero essere confermate, per gli impiegati e chi lavora con l'Ater non sarebbe più lo stesso''.
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