

di Eva Kant
VITERBO - Concessi gli arresti domiciliari ad Antonio Iezzi, il funzionario dell'Ater e assessore agli Affari generali al Comune di Capranica, finito in carcere il 18 aprile scorso nell'ambito dell'inchiesta 'Casa dolce casa'.
La stessa con cui i militari di Arma e Finanza hanno sgominato un'associazione per delinquere finalizzata nel reperimento di case popolari da occupare abusivamente in cambio di soldi. Per ogni alloggio procurato (nella maggior parte dei casi a famiglie di immigrati o rimaste senza tetto) Iezzi e i suoi due complici (il sindacalista Ugo Vizzini – adesso sospeso dal Sicet – e il 23enne viterbese Cesare Cataldi) intascavano tangenti variabili dai 1500 ai 3mila euro.
“Se si pensa che il sodalizio criminoso ha agito per circa cinque anni – avevano spiegato gli investigatori – la stima complessiva del giro di affari supera di gran lunga le cinquantamila euro”.
Mentre Cataldi, arrestato il 29 febbraio, era stato sottoposto all’obbligo di firma, Vizzini, finito in manette il 21 marzo, è attualmente ai domiciliari, Iezzi è stato ristretto nel penitenziario viterbese fino a questa mattina, quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo Franca Marinelli si è pronunciata sull’istanza presentata dall’avvocato Roberto Massatani a conclusione dell’interrogatorio di garanzia, avvenuto il 19 aprile scorso.
In quella sede, Iezzi, cui si contesta la concussione e l'associazione a delinquere, aveva risposto a tutte le domande della dottoressa Marinelli e il suo legale aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere con la detenzione domiciliare.
Come anticipato all’inizio, questa mattina il gip ha sciolto la riserva, accogliendo l’istanza dell’avvocato Massatani.
Intanto, il presidente e il direttore generale dell'Ater, rispettivamente Maria Gabriela Grassini e Ugo Gigli, nel corso di una conferenza stampa, hanno reso noto di aver sospeso da ogni funzione Iezzi, che da ora alla definizione del procedimento penale percepirà il 50% dello stipendio.
Grassini e Gigli hanno detto che l'Ater ha lanciato da mesi una vera e propria offensiva contro le occupazioni abusive. 'Non appena veniamo informati che un appartamento tornato libero è stato occupato da persone senza titolo - hanno spiegato -, presentiamo una denuncia alla procura della Repubblica. Da quel momento, al massimo in sette-otto giorni, la casa viene liberata'.
Secondo il presidente e il direttore generale, lo stesso Iezzi, definito un impiegato modello, 'é stato sempre in prima linea contro le occupazioni. Attendiamo - hanno concluso - che la magistratura arrivi al più presto a stabilire la verità dei fatti, sia nell'interesse del funzionario coinvolto che dell'Ater'.
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