

di Eva Kant
VITERBO – L'inchiesta “Casa dolce casa” va avanti. Perché i militari dell'Arma e della Finanza sono convinti che, presto, verranno fuori altre vittime cadute nel raggiro ordito - secondo l'accusa - dal funzionario dell'Ater e assessore agli Affari generali del Comune di Capranica Antonio Iezzi, e dai suoi complici: il sindacalista Ugo Vizzini e il giovane Cesare Cataldi.
Adesso, Vizzini è ai domiciliari, per Cataldi è stato disposto l'obbligo di firma, mentre Iezzi è ristretto nel penitenziario viterbese di Mammagialla dove, giusto ieri mattina (19 aprile), ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli. Come noto, l'avvocato di fiducia Roberto Massatani ha chiesto la la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la detenzione domiciliare. Sull'istanza, sentito il parere del sostituto Paola Conti (titolare del fascicolo) la dottoressa Marinelli si pronuncerà tra lunedì e martedì prossimi.
Sul fronte investigativo, intanto, il lavoro degli inquirenti va avanti. Sotto la lente di ingrandimento le pratiche inerenti l'occupazione abusiva degli alloggi Ater degli ultimi cinque anni.
Stando a quanto si è appreso, per il momento non sono state presentate ulteriori denunce: sulle scrivanie di via de Lellis c'è soltanto quella sporta ai finanzieri, nel mese di febbraio, da parte di una donna che era stata “invitata” a sborsare una cospicua somma di denaro per ottenere l'assegnazione di una casa popolare. Ma “abbiamo ragione di credere che non sia un caso isolato”.
Gli investigatori ne sono convinti e sollecitano eventuali ulteriori vittime a sporgere denuncia.
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