

VITERBO - Sono complessivamente 69, ad oggi, gli alloggi Ater (ex case popolari) occupati abusivamente tra Viterbo e provincia. In 58 casi, si tratta di case vuote, in attesa di assegnazione, che sono state occupate forzando la porta d’ingresso. Undici, invece, sono occupate da persone diverse dagli assegnatari. In qualche caso si tratta di persone che convivevano con l’assegnatario e che, una volta deceduto, hanno continuato ad abitarle senza averne i titoli.
Alcuni sono stati occupati in modo fraudolento, mentre i titolari si erano allontanati momentaneamente. Uno dei casi più gravi riguarda un anziano che era ricoverato in ospedale e che, al momento delle dimissioni si trovò con l’appartamento occupato da un’altra famiglia. La situazione sarebbe molto più grave se non ci fosse stata la sanatori del 2006 e se non fossero stati recentemente sgombrati gli alloggi occupati abusivamente a Bagnaia.
Al fine di riportare la legalità negli alloggi Ater, lo scorso febbraio, il direttore generale Ugo Gigli ebbe un incontro con il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti e con il Pm Paola Conti..
“Dopo Bagnaia – disse Gigli - la legalità sarà ripristinata anche negli altri alloggi Ater occupati abusivamente. Per questo ho partecipato a un vertice concreto e costruttivo con la procura, dal quale è scaturita la necessità di stroncare in modo definitivo le occupazioni abusive di alloggi Ater, così da poter destinare gli appartamenti ai legittimi assegnatari. Lasciare gli alloggi in mano a chi usa la prepotenza come metodo di prevaricazione significa, infatti, ledere il diritto alla casa di chi appartiene alle fasce di reddito più basse”.
Nel corso del vertice in procura fu definito un percorso per portare, in tempi rapidi, “al rispettato del diritto alla casa di chi, avendone titolo, ha seguito le regolari procedure per l’assegnazione”.
Probabilmente, l'inchiesta che ieri mattina ha portato all'arresto di Iezzi e, precedenza, dei suoi presunti complici, era già in corso.
Notizie correlate