

VITERBESE – AREZZO 5-3 dopo i calci di rigore
VITERBESE (4-3-1-2) Riommi; Ugolini (dal 32’ s.t. D’Alessio), Fapperdue, Ibojo, D’Ambrosio; Ciogli (dal 18’ s.t. Persico), Pollini, Nikolla (dal 24’ s.t. Olivieri); La Porta; Vegnaduzzo, Pero Nullo A DISPOSIZIONE Ciampini, Rapino, Gnignera, Gubinelli ALLENATORE Farris
AREZZO (4-4-2) Casini; Calzola, Pecorari, Zaccanti, Sereni; Bozzoni, Piccolo, Idromela, Dieme (dal 17’ s.t. Gentili); Bianchini, Martinez A DISPOSIZIONE Dolci, De Martino, Secci, Mastromattei, Barluzzi, Zuppardo ALLENATORE Nofri
ARBITRO Cesaroni di Pesaro (Vitaloni e Evandri)
RETI nel p.t. al 27’ Vegnaduzzo (V); nel s.t. al 43’ Martinez. Sequenza rigori: La Porta gol; Piccolo alto; D’Ambrosio gol; Pecorari gol; Pero Nullo gol; Martinez gol; Olivieri gol; Zuppardo alto.
NOTE giornata velata, terreno in buone condizioni, spettatori 2500 circa di cui una cinquantina provenienti da Arezzo. Prima della gara è stata premiata la segretaria della Viterbese Calcio Domenica Palozzi per i 25 anni di servizio all’interno della società. Ammoniti Idromela per l’Arezzo Espulsi Angoli 7-3 per la Viterbese Recupero 2 + 4
VITERBO – I rigori premiano la Viterbese. Più precisi i gialloblu, due errori dell’Arezzo (Piccolo e Zuppardo) e ai quarti di finale accede la Viterbese. E’ stata una maratona, una gara complessa che l’Arezzo ha comandato, ma alla troppa foga agonistica non è seguita adeguata lucidità. Va dato merito ai toscani di non aver mollato un centimetro, ma il merito più grande è quello della Viterbese che ha vinto soffrendo, ha saputo serrare i ranghi e non perdere mai la testa.
E’ festa dappertutto: Farris si inchina sotto la tribuna, Angelino core d’oro Deodati viene portao in trionfo sotto la curva nord. Non è stata una gara facile, la Viterbese ha mostrato il fiato corto negli ultimi attimi dopo tre gare in sette giorni. Avrebbe potuto chiuderla dopo il vantaggio di Vegnaduzzo e invece la gara è stata sempre in bilico per la rabbiosa reazione dell'Arezzo che ha trovato un rigore (trasformato da Martinez) negli ultimi frangenti.
Corre tanto l’Arezzo. Nofri ordina tanto pressing per recuperare la palla velocemente per non fare ragionare la Viterbese. Il lancio in profondità alle spalle della difesa è l’arma migliore per scoperchiare la retroguardia gialloblu. E la Viterbese si trova in difficoltà quando viene attaccata con foga dall’Arezzo. Piccolo e Idromela danno ritmo e fanno girare la palla con lucidità da destra a sinistra. Sono questi movimenti che danno fastidio e rendono la gara non scontata.
L’Arezzo ha tutta l’intenzione di giocare e rendere la vita complessa alla Viterbese. Che oppone la solita organizzazione. Uomini e modulo sono consolidati per la banda di Farris. Nulla cambia se si eccettua l’ingresso tra i titolari di Pero Nullo. Tocca a La Porta indietreggiare per fare gioco in zona alta. E’ più accorto l’approccio della Viterbese; più sbarazzino quello dei toscani. Non sempre sono precisi gli appoggi della Viterbese che perde qualche pallone di troppo. E’ il risultato della grande attività di pressing degli amaranto che con il passare del tempo prendono coraggio e vogliono mantenere l’iniziativa.
Più sorniona la Viterbese che preferisce attendere che passi la tempesta. Ma è comunque l’Arezzo che mette paura e quando Dieme spreca da buona posizione si capisce che la gara è da prendere con le molle e che la Viterbese dovrà sudare: l’Arezzo tiene il pallino del gioco in mano la Viterbese risponde di rimessa.
Farris si sgola e chiede calma: non vuole che le giocate si affrettino e chiede alla squadra di ripetere lo spartito che conosce meglio. Le accelerazioni di Pero Nullo la capacità di tener palla di Vegnaduzo e di far male in area di rigore, la corsa lucida di Nikolla. Il pubblico che riempie il Rocchi capisce il momento e ruggisce. Serve un episodio, un momento che spacchi la gara. E lo trova Pero Nullo che scaglia un saetta verso la porta amaranto, Casini non trattiene e Vegnaduzzo da rapace trova il vantaggio. La furia dell’Arezzo si placa e la Viterbese ritrova respiro e azioni.
Nella ripresa il tema non cambia: è l’Arezzo che fa la gara, preme e mette paura. Idromela e Zaccanti impegnano in due occasioni Riommi che si oppone abbassando la saracinesca. I gialloblu tengono il campo e devono difendere la dote. I tecnici pescano dalla panchina: nell’Arezzo dentro Gentili e Zuppardo per Dieme e Bianchini; tra i gialloblu entrano Persico e Olivieri per Ciogli e Nikolla. Contiene la Viterbese perché i toscani non concedono attimi di sosta e la difesa gialloblu è sempre sotto pressione. Che alla fine trova uno sbocco con il rigore che trasforma Martinez. La parità porta alla lotteria per stabilire chi passa il turno: ma dagli undici metri Piccolo e Zuppardo sbagliano ed esplode la festa del popolo gialloblu.
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