

di Domenico Savino
VITERBO – Un’altra domenica con il cuore in gola. La vivranno così Viterbese e Flaminia alle prese con le rispettive sfide. Play off per i gialloblu, play out per restare in D per i civitonici. Due gare da vivere fino in fondo. Si gioca tanto la Viterbese che prosegue il suo sogno di arrivare quanto più avanti possibile nei play off per provare a garantirsi il futuro. E forse neanche potrebbe bastare. Si gioca tantissimo la Flaminia che chiede diritto di cittadinanza tra i dilettanti dopo una stagione stramba fatta di un pessimo girone d’andata, di una straordinaria rimonta in quello di ritorno e del pareggio all’andata nei play out contro la Pontevecchio. Devo vincere entrambe e non importa quanto in termini numerici. Serve, però, farlo per consentire alla Tuscia di vedere rotolare ancor un pallone su un campo di calcio.
QUI VITERBESE – Vegnaduzzo tiene tutti in ansia. Il bomber argentino, 23 reti in stagione play off compresi, si è fatto male al ginocchio contro l’Arezzo. Una fortissima contusione che non è riuscito ad assorbire del tutto. In settimana non si è allenato e ha fatto solo terapie per provare a vincere il dolore e il gonfiore dell’arto. Farris non nutre molte speranze di vederlo dal primo minuto. E la sua assenza pesa: del puntero la Viterbese non può fare a mano. Oltre ad essere uomo d’area, possiede l’anima del combattente. Una grinta ed una cattiveria nell’andare incontro al pallone di categoria superiore che trascinano la squadra. A turbare i pensieri del tecnico lombardo non c’è solo Vegnaduzzo, ma la ristrettezza dell’organico.
Tra infortuni e squalifiche sono fuori cinque pedine: a quelli di lungo corso si aggiungono Ugolini (varicella), D’Alessio (problema agli adduttori) e La Porta appiedato per un turno dal giudice sportivo, mentre la Virtus Castelfranco ha la fedina penale illibata. Pertanto scelte obbligate negli uomini e nella tattica. Non si tocca la difesa a quattro davanti a Riommi: Bellacima (al rientro), Fapperdue, Ibojo e D’Ambrosio; poi Farris vorrebbe mantenere il centrocampo a tre perché “è quello che mi offre più garanzie”, ha sussurrato. Di conseguenza il “trio play off” Ciogli, Pollini, Nikolla è il più indiziato a partire titolare.
Rebus in attacco dove si registra l’altro rientro di Gubinelli che con Pero Nullo formerebbe la coppia di prima linea. Alle loro spalle scarsissime le possibilità di vedere Ravoni (troppo acerbo), si candida Olivieri che occuperebbe una posizione ibrida, alzandosi e abbassandosi a seconda delle fasi di gioco. Pillole societarie: secondo i bene informati Deodati non dovrebbe essere allo stadio per assistere al match. E questa non è una buona notizia dopo i ripetuti ammiccamenti delle ultime settimane. Infine il direttore sportivo Maurizio Manfra ha indetto una conferenza stampa dopo la gara contro la Virtus Castelfranco
QUI FLAMINIA – Ha ancora più urgenza di vincere la Flaminia Civita Castellana. Dopo il pareggio di domenica scorsa al Madami contro la Pontevecchio, serve solo la vittoria (con qualsiasi tipo di risultato) per salvarsi e garantirsi il sesto campionato consecutivo in serie D. E’ un’impresa non da poco, se si considera le innumerevoli difficoltà che hanno contraddistinto la prima parte di stagione chiusa con solo undici punti all’attivo.
Da gennaio una lenta risalita che è culminata con il sesto posto nella speciale classifica della seconda parte di campionato. Traguardo effimero che, però, ha consentito di agguantare gli spareggi e arrivare alla gara di oggi in cui è vietato sbagliare. Ci vorrà quella maniacale attenzione ai particolari per portare a casa la vittoria unico risultato possibile in virtù del pareggio dell’andata e della posizione migliore dei ponteggiani in campionato. Il regolamento dei play put è chiaro, passa chi segna più gol, di conseguenza il blitz alle porte di Perugia è l’unica condizione sufficiente e necessaria per ottenere la salvezza. Che sarebbe come vincere un campionato e farebbe rima con l’ennesimo capolavoro di Lillo Puccica in panchina.
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