ANNO 16 n° 272
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Riesame, i giudici romani si riservano
Devono decidere se mantenere la maestra ai domiciliari

VITERBO – (ale.ser.) Si è svolta questa mattina al Tribunale della Libertà di Roma l'udienza di Riesame a carico della maestra C.D., arrestata il 6 marzo con l'accusa di maltrattamenti aggravati perché compiuti ai danni di minori di quattordici anni. Appena tre, nel caso specifico.

L'insegnante, in servizio alla scuola materna comunale di Monterosi, avrebbe assunto una condotta più che discutibile nei confronti dei venti bambini iscritti alla classe da lei gestita.

Le accuse poggiano su decine di video estratti dalle telecamere piazzate dai carabinieri, della stazione locale, all'indomani delle prime segnalazioni da parte dei genitori.

Nel mese di dicembre, alcuni mamme e papà dei piccoli si erano presentati in caserma manifestando dubbi circa i metodi educativi adottati dalla maestra. “Mio figlio è tornato a casa con un livido”. Oppure: “Il mio bambino aveva un orecchio rosso all'uscita di scuola”.

Dopo aver ascoltato altri genitori ed avuto ulteriori riscontri, i militari avevano quindi chiesto l'autorizzazione del magistrato per le intercettazioni ambientali. Che era stata concessa dal pm Fabrizio Tucci, titolare del fascicolo.

La maestra era stata arrestata in flagranza di reato. “Eravamo collegati a distanza e stavamo visionando cosa succedeva all'interno della classe”, avevano spiegato gli uomini del maresciallo Della Corte. Che, all'ennesimo episodio di violenza erano entrati in azione.

Era stato proprio il comandante della stazione locale, in borghese, ad entrare all'interno dell'istituto, pregando la maestra di seguirlo in caserma per le formalità di rito.

Le erano stati concessi i domiciliari e, l'8 marzo, si era avvalsa della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia.

All'uscita dal tribunale, l'avvocato Massimo Pistilli aveva preferito non entrare nel merito della vicenda (“dobbiamo studiare gli atti”) ma non aveva escleso il ricorso al Riesame. Presentato, infatti, una settimana più tardi, il 14 marzo.

Oggi la discussione davanti ai giudici romani, che si sono riservati.

Il collegio, in particolare, dovrà decidere se mantenere la maestra in regime di detenzione domiciliare e l'utilizzabilità delle intercettazioni ambientali. 

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