

VITERBO - Due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena: questa la pena patteggiata questa mattina da Caterina Dezi, la maestra residente a Ronciglione, accusata di aver maltrattato i suoi aluni della scuola materna di Monterosi.
La maestra arrestata lo scorso 6 marzo con l'accusa di aver maltrattato i suoi piccoli alunni. Le indagini erano partite nel dicembre precedente, dopo la segnalazione da parte di alcuni genitori che manifestavano sospetti sul comportamento della donna. Ottenuto ill nulla osta del magistrato, i carabinieri avevano installato delle telecamere all'interno della scuola materna attraverso le quali sono stati documentati i maltrattamenti inflitti ai bambini. E, la mattina del 6 marzo, dopo l'ennesimo episodio, sono intervenuti i militari cogliendo in flagranza l'insegnante.
Due giorni dopo l’interrogatorio di convalida e il colloquio con il magistrato, ma in entrambi i casi la maestra si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
La conferma che le prove a carico della maestra erano solide è poi arrivate dal tribunale della Libertà di Roma, che ha rigettato il ricorso presentato il 14 marzo dall’avvocato della donna, Massimo Pistilli.
Nell’istanza il legale ha sollevato presunti vizi di forma sulle intercettazioni ambientali ma, per i giudici romani, ''non sussiste alcun vizio formale circa i decreti autorizzativi della dottoressa Marinelli relativi alle riprese audio-video che, anzi, sono considerati ''formalmente inceccepibili''.
Infine, la richiesta di patteggiamento avanzata dal difensore della donna al gip, accolta anche dal rappresentante dell'accusa, e la condanna a due anni di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
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