ANNO 16 n° 272
Matias: il padre sarebbe andato a casa con l'intento di uccidere
Prende quota l'ipotesi della premeditazione. Dall'autopsia le risposte sulla morte del bambino

VETRALLA - Potrebbe aver tentato di scappare, prima di soccombere alla furia del padre. Secondo quanto riportato da Repubblica, e rilanciato da Affari Italiani, Matias, il bambino di 10 anni ucciso martedì, avrebbe cercato di fuggire di casa. Il quotidiano ha riportato la testimonianza di una vicina che ha detto di aver ''sentito il bambino che scendeva di corsa le scale - E il padre che dal pianerottolo gli urlava “Matias vieni qua! Vieni qua!'. Mi sono avvicinata alla porta pensando: “Se serve lo faccio entrare'. Poi silenzio. Matias - scrive ancora Repubblica riferendo il racconto della vicina - è sempre stato un ragazzino ubbidiente. Sarà tornato su, ho immaginato''.

Intanto secondo ciò che sta emergendo, Mirko Tomkow, il 44enne polacco avrebbe premeditato tutto. L'ipotesi investigativa che sta prendendo piede è che l'uomo sia arrivato a Cura di Vetralla da Roma con l'intento di uccidere. 

Ciò che invece non è chiaro è come sia morto Matias: accoltellato alla gola e poi soffocato o viceversa? Il bambino è stato trovato, infatti, con naso e bocca tappati con il nastro adesivo, la ferita da taglio alla gola, e chiuso nel cassettone del letto. Sarà l'autopsia, effettuata ieri, a chiarire la circostanza.

L'uomo, invece, è stato trovato in mansarda in stato di incoscienza, intossicato non si sa se dall'alcol o da altre sostanze. Prima di svenire avrebbe impregnato di liquido infiammabile il lenzuolo, forse per dare fuoco alla casa o forse aspettava che rincasasse la moglie, per uccidere anche lei e bruciare tutto. 

La donna, che era a lavoro, è rincasata perché il figlio non le rispondeva più al telefono e ha fatto la drammatica scoperta.

Ricoverato all'ospedale di Belcolle, in stato di arresto per omicidio, Mirko Tomkow che ha ripreso conoscenza, ieri è stato interrogato mentre nelle prossime ore si deciderà sulla convalida dell'arresto.

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