ANNO 16 n° 272
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Gli arrestati
Mamuthones, mistero
sull'arsenale di armi
Gli indagati ne parlerebbero nelle intercettazioni; presto altre perquisizioni

VITERBO – Un paio di settimane fa i carabinieri agli ordini del colonnello Mauro Conte avevano eseguito un accurato sopralluogo in una casa popolare in via Aldo Moro, a Ronciglione. Che, poi, non è altro che l'abitazione dei fratelli Salvatore, Giovanni e Giuseppe Medde. Gli investigatori, in particolare, erano a caccia dell'arsenale di armi di cui gli indagati dell'inchiesta Mamuthones parlerebbero nelle intercettazioni telefoniche e ambientali.

Gli investigatori hanno perlustrato l'appartamento da cima a fondo e, sebbene non sia chiaro se abbiano trovato le armi (fucili e pistole soprattutto), pare che sia comunque stato rinvenuto materiale di ''interesse investigativo'' durante il sopralluogo. E  non è affatto escluso che, presto, possano esserci altre perquisizioni,

La corsa degli indagati al Riesame, intanto, è conclusa: ai giudici del Tribunale della Libertà di Roma manca di pronunciarsi solo circa la posizione di Salvatorangelo Spiga, 27 anni, il ricorso è stato discusso giovedì scorso. Il suo avvocato, Franco Taurchini, aveva sottolineato la posizione marginale del giovane e gli screzi con i restanti indagati e il collegio si era riservato.

Gli stessi giudici, esattamente una settimana prima, avevano deciso di concedere i domiciliari a Claudio Liberati, Gavino Goddi, Gian Mauro Contena e Francesco Benito Salaris. Restano invece tuttora rinchiusi nel penitenziario viterbese di Mammagialla i quattro fratelli Medde (Giuseppe, Gavino, Giovanni e Salvatore), anche se nei confronti di Salvatore è stato annullato un capo di imputazione che riguardava una presunta estorsione a un suo ex datore di lavoro.

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