

VITERBO – Mentre gli organi inquirenti continuano ad indagare per acquisire ulteriori presunte fonti di prova, gli avvocati della difesa lavorano per pianificare le strategie difensive.
Tredici gli uomini arrestati all’alba di lunedì scorso dagli uomini del colonnello Mauro Conte con accuse che vanno dal furto al danneggiamento, passando per incendio doloso di auto ed aziende agricole, traffico di droga e ricettazione, fino al possesso di armi clandestine.
Tutti gli indagati – diedi sardi, due viterbesi ed un romano – sono ristretti nel penitenziario viterbese di Mammagialla ma, per gli avvocati, ogni posizione è diversa. Le più pesanti, dal punto di vista giudiziario, sono sicuramente quelle dei fratelli Medde e Mulas; le altre sarebbero invece più marginali. Questo il motivo per cui i legali punterebbero al Riesame: ottenere la scarcerazione dei loro assistiti o, in subordine, la detenzione domiciliare.
Altri, invece, hanno presentato istanza al gip di Viterbo per per motivi di salute. La prima è arrivata già mercoledì: l’indagato ha settant’anni e, proprio per via dell’età, potrebbe ottenere gli arresti domiciliari.
Ieri, invece, hanno fatto richiesta gli avvocati di altri tre indagati per incompatibilità con il regime carcerario per motivi di salute: adesso si attende il referto del medico legale, cui il magistrato ha già dato mandato di svolgere accertamenti medici.
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