ANNO 16 n° 273
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Il presunto boss del sodalizio criminale respinge tutte le accuse
Ieri altri sette indagati sono stati sottoposti ad interrogatorio di garanzia

di Eva Kant

VITERBO – Inchiesta “Drago”: al via il secondo round di interrogatori.

Dopo quelli di mercoledì 30 maggio, ieri altri sette indagati sono stati sottoposti ad interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli. Tra questi, due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. 

Django Barberio, in primis, il 42enne di Soriano nel Cimino ritenuto, insieme al fratello Michel, a capo dell’organizzazione criminale smantellata all’alba di lunedì 28 maggio dagli uomini dell’Arma guidati dal maresciallo Paolo Lonero.

L’avvocato Giovanni Ranucci, legale di Django e della convivente Janina Vasilescu, ha scelto per entrambi la stessa strategia difensiva. Anche la donna romena, interrogata ieri l’altro nella casa circondariale di Civitavecchia, si era infatti avvalsa della facoltà di non rispondere.

“Voglio studiare a fondo il fascicolo ed elaborare la migliore strategia difensiva per i miei assistiti”, ha detto l’avvocato Ranucci, che ha aggiunto: “In questa fase preferisco non aggiungere altro”. 

Ha invece risposto, eccome, alle domande della dottoressa Marinelli, Michel Barberio, il proprietario del negozio di tatoo di Orte (recentemente ne aveva aperto un altro in via della Palazzina, a Viterbo) considerata la base logistica del sodalizio. 

“Il mio assistito ha spiegato la sua posizione, rigettando le contestazioni a suo carico”. Così l’avvocato Giorgio Pellegrino. “Per quanto riguarda lo spaccio, ho l’impressione che la situazione sia stata ingigantita: la droga – ha spiegato il legale - veniva consumata in gruppo. Il mio assistito ne faceva uso personale, ma non la cedeva a terze persone”. 

Anche per quanto ruguarda gli episodi estorsivi, Pellegrino è convinto che siano stati “travisati” per via della “corporatura fisica” del suo cliente. 

“Barberio è alto un metro e ottantacinque per novanta chili di peso: incuterebbe timore anche se nel chiedere una sigaretta”. Eppoi: “Le sua situazione economica è tutto fuorché agiata”.

L’avvocato Pellegrino assiste anche la fidanzata di Michel, Alina Mihaela Niturad che, come la Vasilescu, era stata interrogata mercoledì nel carcere di Civitavecchia. Al contrario della cognata, però, ha risposto alle domande del magistrato, respingendo ogni addebito.

“Per lei ho già presentato istanza di scarcerazione”, ha anticipato il legale, raccontando una circostanza considerata “gravissima”.

“La ragazza (che ha ventitre anni, ndr) ha un figlio di cinque anni, che le è stato strappato al momento dell’arresto e affidato ai Servizi sociali senza sapere dove l’avrebbero portato. Ancora oggi – ha detto in conclusione l’avvocato Pellegrino – non sappiamo dove si trovi”.

Finora gli indagati sottoposti ad interrogatorio di garanzia sono quattordici, tra questi tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Oggi altri otto saranno sentiti dal gip Marinelli negli uffici del tribunale. All’appello ne mancano ancora diciotto. Ricordiamo che i reati contestati a vario titolo agli indagati sono: spaccio, estorsione, furto, rapina aggravata, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale.

 

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