

VETRALLA - Potrebbe essere stato Matias ad aprire la porta di casa al padre, Mirko Tomkow, il 44 enne arrestato e piantonato in ospedale con l'accusa di omicidio. E' quanto stanno cercando di appurare i carabinieri che, sotto la guida della procura di Viterbo, diretta dal procuratore capo Paolo Auriemma, sta cercando di ricomporre il puzzle intorno alle due ore, tra l'uscita alle 13.30 di scuola di Matias, e il rientro a casa della madre alle 15.30, lasso di tempo in cui si è consumato l'omicidio del bambino.
I militari non hanno trovato segni di effrazione sulla porta e questo lascia spazio a due ipotesi: o il bambino ha aperto al padre, o questo, nonostante da due mesi fosse stato raggiunto da un divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati da moglie e figlio, continuava ad avere la disponibilità delle chiavi e quindi sarebbe entrato autonomamente.
Matias, martedì mattina, sarebbe stato preso da scuola dallo zio che lo aveva invitato a pranzo ma il bambino aveva preferito tornare a casa per mangiare ciò che gli aveva preparato la madre, fino alle 15.30 a lavoro.
L'uomo, per il quale la procura ha chiesto la convalida dell'arresto e che fino a ieri mattina era ancora incosciente, sarà interrogato nelle prossime ore. Nel frattempo sarà sottoposto in ospedale, dove è tutt'ora piantonato, a una serie di accertamenti ed analisi tossicologiche.
Oggi intanto verrà effettuata l'autopsia sul corpo del bambino. La salma sarà restituta poi alla famiglia per i funerali.
Sempre sul fronte delle indagini, è stato escluso che l'uomo sia scappato dalla struttura covid di Roma in cui era ricoverato fino a qualche giorno fa, visto che l'ultimo tampone a cui è stato sottoposto era negativo.
Ieri sera la comunità di Vetralla si è ritrovata presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso per un momento di preghiera. In piazza e all'interno del luogo di culto più di duecento persone hanno manifestato, con la loro partecipazione, il dolore per questo delitto che ha sconvolto tutta la comunità.
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