

VITERBO – Provaci ancora, Francesco. Nel senso di Bigiotti. Nel senso di essere eletto presidente del consiglio provinciale. Stamattina, dalle ore 10, il parlamentino di palazzo Gentili prova a votare – e possibilmente eleggere – il sindaco di Bagnoregio (e capogruppo Udc) come suo presidente. L’elezione, infatti, è il primo punto all’ordine del giorno di un consiglio che comprende anche l’elezione del vice, il bilancio, il piano di dimensionamento scolastico. Ah, sarà anche il primo consiglio del nuovo assessore Federico Fracassini, subentrato la settimana scorsa in quota Fratelli d’Italia dopo la scomparsa del papà Antonio.
Ma l’elezione del presidente sarebbe più che opportuna, dopo che quella poltrona al centro della sala è vacante dallo scorso luglio (dimissioni di Piero Camilli) e che i successivi tentativi per assegnarla sono andati a vuoto. Prima la crisi, poi il rimpasto, poi l’accordo sul nome di Bigiotti (che dovrebbe resistere anche oggi, salvo colpi di scena), quindi i rinvii, le imboscate, le conte. Nel frattempo, l’Udc ha perso un pezzo, con il tarquiniese Meraviglia passato, in aperto dissenso con la candidatura di Bigiotti, nel gruppo misto, e il consigliere anziano Galli che non ha mai votato per il suo capogruppo. Le ultime due sedute, infine, non hanno potuto eleggere il presidente a causa di alcune assenze che hanno fatto mancare i tredici voti necessari per chiudere la telenovela. Che è approdata ad oggi, quando pare che i magnifici tredici (voti) ci saranno, anche grazie alla marcatura stretta dei capigruppo di maggioranza. Così dicono, ma ne abbiamo viste talmente tante, in Provincia da luglio ad oggi, che non è da escludere nulla. Neanche l’atterraggio di qualche navicella spaziale nel cortile del palazzo.
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