

VITERBO – Ore 10, palazzo Gentili. I nostri eroi consiglieri ci riprovano per l’ennesima volta. A fare cosa? Ad eleggere il presidente del consiglio provinciale, una missione in teoria facile – basta votare a maggioranza – ma nella pratica della Provincia di Viterbo diventata impossibile, o quasi. Quella poltrona è vacante dallo scorso luglio, quando erano ancora vivi grandi scrittori come Vincenzo Cerami e Elmore Leonard, quando Froome non aveva ancora vinto il Tour de France e quando il Pdl non era ancora spaccato tra falchi e colombe. Bei tempi. Sì, sono cambiate parecchie cose da allora, ma non qui, nel consesso democratico al primo piano del palazzo Gentili. Dove in compenso ne abbiamo viste di tutte i colori: rinvii, voltafaccia, spaccature. Rinvii perché la situazione non era ancora matura, nonostante ci fosse sì un accordo sul partito che doveva prendere quel posto (l’Udc), ma non ancora sul nome. Voltafaccia e spaccature nella stessa Udc, quando il nome si è trovato – quello di Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio –, ma lo stesso partito è saltato in aria, con i dissidenti Alfio Meraviglia (subito uscito dal gruppo centrista) e Francesco Galli che si sono astenuti al momento della votazione. Morale della favola: la scorsa settimana Bigiotti non è stato eletto per un solo voto, non sono bastati tutti quelli dei presenti nella maggioranza, ed è risultata decisiva l’assenza di Urbanetti, civitonico del Pdl. I favorevoli si sono fermati a 12, quando ne servivano 13. Cosa succederà oggi? L’elezione del presidente è il secondo punto all’ordine del giorno, dopo le interrogazioni. Al terzo c’è l’elezione del vice, che però è logicamente vincolata. E dopo, tra gli argomenti, c'è anche il bilancio, la vera ragione per cui è stato convocato questo consiglio, visto che bisognerà approvarlo entro il 30 novembre, e ci vuole tempo per definire variazioni e correggere eventuali errori. Verrà riproposto il nome di Bigiotti, perché una marcia indietro a questo punto sarebbe deleteria per gli equilibri della stessa maggioranza, oltre che ridicola. E’ anche vero che l’Udc, avendo perso per strada un consigliere (Meraviglia) ha anche ridotto il suo peso. E a questo punto chissà che più avanti non si possa parlare anche di un rimpasto in Giunta. Ma prima, fate questo bendetto presidente. “Da parte nostra nessun problema a rivotare Bigiotti – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia Gianluca Mantuano – Prima eleggiamo un presidente e meglio è: la faccenda va avanti da troppo tempo e non facciamo una bella figura nei confronti dei cittadini. Noi saremo tutti prese4nti”. E il Pdl? “Se verrà riproposto Bigiotti lo voteremo come abbiamo fatto la scorsa settimana”, conferma il capogruppo Bruno Capitoni. L’unico brivido, insomma, potrebbe arrivare dai numeri dei presenti. Almeno fino alla fine della legislatura e al conseguente ridimensionamento delle Province stesse, che diventeranno “enti di secondo piano, con i presidenti votati dai sindaci del territorio, che ne faranno parte, e non dai cittadini”, come ha ribadito l’altro giorno il ministro per gli Affari regionali e per le autonomie Graziano Delrio.
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