

VITERBO - Salta ancora una volta, la millesima o giù di lì, l'elezione del presidente del consiglio provinciale. Un segnale inequivocabile di come si trascinino stancamente le cose a palazzo Gentili. Un ente, come del resto le altre Province italiane, che ormai aspetta soltanto l'esecuzione capitale dell'abolizione.
I numeri per eleggere il candidato Francesco Bigiotti (capogruppo Udc) non c'erano, visto che la maggioranza avrebbe dovuto essere al completo per farlo passare e invece c'erano due assenze (Salvatore Serra e Vincenzo Bruni, entrambi del Pdl). Perciò la stessa maggioranza, dopo un'oretta e mezzo a bagnomaria, capisce e escogita la soluzione geniale. E cioè: visto che all'ordine del giorno, quinto punto, c'è anche il Bilancio, si trova subito un cavillo.
Il presidente del collegio dei revisori dei conti 'suggerisce' di discutere soltanto il bilancio, argomento complesso e impegnativo, o almeno di anticiparlo al primo punto. Bigiotti, diretto interessato, non sarebbe troppo contento di veder slittata la votazione, ma vedendo che non avrebbe i numeri, abbozza. Così Pdl e Fratelli d'Italia. L'opposizione insorge, o prova a farlo. Luzi e Angelelli (Pd) attaccano con parole dure. Ma si vota per anticipare il Bialncio e dunque far slittare per l'ennesima volta l'elezione del presidente. Anche con l'ultima sollecitazione dell'unico presidente in carica, Meroi.
Si vota per anticipare il bilancio, allora, e passa con 13 favorevoli. Il presidente dovrà aspettare ancora, chissà quanto.
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