

VITERBO - ''Comprendo la straziante stanchezza della giovane vittima dello stupro di gruppo a Montalto di Castro, e la sua intenzione di non voler presentare ricorso dopo l'ennesima interruzione dell'iter processuale, in seguito alla decisione del Tribunale di Roma di concedere una nuova messa in prova per gli 8 ragazzi accusati della violenza''. Così il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli interviene sulla vicenda tornata agli onori delle cronache nazionali in questi ultimi giorni.
''Non è accettabile - continua - che dopo oltre sei anni non ci sia stata ancora una sentenza definitiva rispetto ad un reato odioso come lo stupro: la richiesta relativa alla possibilità di recupero e inserimento per gli autori del reato non può tradursi in una doppia violenza per la vittima, prima a causa dell'abuso subito e poi a causa di inaudite lungaggini processuali. Questa è una palese violazione dei diritti umani indegna di uno Stato di diritto''.
''Le vittime soprattutto se minori dovrebbero essere supportate dalle Istituzioni nel cammino difficile e doloroso per avere giustizia e non subire invece una doppia vittimizzazione. Per questo motivo ho presentato un'interrogazione urgente al Commissario per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding per denunciare i tempi inaccettabili di questo processo di stupro di gruppo ai danni di una vittima minorenne, in palese violazione dei principi della Carta dei diritti fondamenti dell´Unione europea. Inoltre ho invitato la Commissione a sollecitare l'Italia ad una trasposizione urgente della Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, anche al fine di ridurre al minimo le conseguenze negative di un reato, i rischi di vittimizzazione secondaria e ripetuta nonché la stigmatizzazione e l'onere che costituisce, per le vittime, l'interazione reiterata con gli organi di giustizia penale'', conclude Angelilli.
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