

VITERBO – Compariranno oggi davanti al tribunale del riesame di Reggio Calabria i fratelli Alberto e Augusto Corso, i due imprenditori di Canepina arrestati nell’ambito dell’operazione ''El Dorado'', dal 6 maggio scorso rinchiusi nella sezione di alta vigilanza del carcere di Mammagialla. Il primo è indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso (è accusato di essere affiliato alla 'ndrangheta); il secondo, invece, di riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.
Il loro difensore, avvocato Giovanni Labate, ha chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla procura reggina e, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari.
I Corso furono arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo nsieme con altre 4persone residenti a Graffignano. Contemporaneamente, nelle province di Reggio Calabria e Terni furono ammanettate altre 16 persone.
Secondo gli inquirenti, i Corso e gli altri 4 arrestati nel Viterbese avrebbero contribuito a ''lavare'' oltre 600mila euro per conto della ‘ndangheta, in particolare della ‘ndrina di Gallicianò, frazione aspromontana del Comune di Condofuri, caratterizzato da una massiccia presenza della malavita organizzata.
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