ANNO 16 n° 274
Concessi i domiciliari ad Augusto Corso
10/11/2014 - 11:02

VITERBO - Augusto Corso agli arresti domiciliari. L’imprenditore di Canepina residente a Vignanello ha lasciato il carcere romano di Rebibbia una settimana fa circa dopo un anno e mezzo di reclusione. Augusto Corso e il fratello Alberto furono arrestati all’alba del 6 maggio 2013 nell’ambito dell’operazione “El Dorato”, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo in collaborazione con i colleghi di Reggio Calabria che hanno arrestato in totale 22 persone. Fu l’epilogo di un’indagine complessa, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia calabrese, finalizzata a smantellare un vasto giro di denaro sporco che da Condofuri sarebbe arrivato nel Viterbese, in particolare a Graffignano e a Canepina, dove ha sede l’azienda dei Corso, per essere riciclato e rispedito al mittente “pulito”. Seicentomila euro in tutto che al netto del compenso spettante ai “lavatori”, veniva rispedito al mittente a rate mensili di 7.500, più un “bonus” di 50mila euro a ogni operazione.

Ma nell’udienza del 22 ottobre scorso il colpo di scena: per il gup Adriana Trapani non c’è stato riciclaggio. I 17 imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono stati tutti assolti da quell’accusa e in 10 sono stati condannati per associazione di stampo mafioso. Per il gup quindi i soldi sporchi lavati nel viterbese potrebbero essere arrivati in un altro modo.

Per Augusto Corso, caduta dunque l’accusa di riciclaggio, si è aperta la strada dei domiciliari. Resta invece in piedi per il fratello minore Alberto quella di associazione a delinquere di stampo mafioso e oggi entrambi compariranno in tribunale per l’udienza. I fratelli di Canepina, insieme ad altri due indagati, avevano infatti scelto il processo con rito ordinario.

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