

VITERBO – Restano detenuti a Mammagialla i fratelli Alberto e Augusto Corso, gli imprenditori di Canepina arrestati nell’ambito dell’operazione ''El Dorado'' condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Ieri mattina, infatti, hanno ritirato il ricorso presentato al tribunale del riesame del capoluogo calabrese contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti.
I Corso furono arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo insieme con altre 4persone residenti a Graffignano. Contemporaneamente, nelle province di Reggio Calabria e Terni furono ammanettate altre 16 persone.
Secondo gli inquirenti, i due canepinesi e gli altri 4 arrestati nel Viterbese avrebbero contribuito a ''lavare'' oltre 600mila euro per conto della 'ndangheta, in particolare della 'ndrina di Gallicianò, frazione aspromontana del Comune di Condofuri, caratterizzato da una massiccia presenza della malavita organizzata.
Alberto è indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso (è accusato di essere affiliato alla 'ndrangheta) e, di riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Il fratello Augusto, invece, deve rispondere solo del secondo reato.
Notizie correlate