



VITERBO – Il comunicato di Marco Bruzziches e sua moglie, Anna Maria Formini, ha sconvolto la cittadinanza viterbese. Le frasi di Cavini e Frontini, riportate sulla nota del consigliere, che i due avrebbero pronunciato in una cena a casa del politico, hanno aperto una breccia nella visione che fino ad oggi, esternamente, il Movimento 2020, voleva dare di se. Partecipazione e dialogo hanno lasciato il posto a un 'dispotismo' difficile da immaginare precedentemente.
Mettendo da parte il contenuto delle affermazioni riportate, in tanti si stanno chiedendo cosa porta un politico a registrare i dialoghi con la leadership del proprio movimento d'appartenenza?
Nei mesi scorsi avevamo trattato il tema del “movimento” che non rispecchierebbe più, stando anche ai malumori trapelati in queste settimane, i criteri e le linee guida con cui era sorto. Il risultato è un organo che non avendo una struttura di controllo interna, come accade nei classici partiti, si muove su delle linee disegnate direttamente dall'alto, senza dialogo e condivisione. Mancando questi due aspetti, la leadership si trasforma in un elemento di controllo, che interviene nei casi di 'dissidio'.
Si alimenta così, il classico clima da “caccia alle streghe”. A farne le spese sarebbero tutti coloro che non si ritroverebbero nelle indicazioni 'dettate dall'alto'. Lo stesso Bruzziches, nel suo comunicato, dice che il motivo scatenante delle “pressioni” subite era la sua attenzione verso la gestione del patrimonio immobiliare comunale, che secondo il consigliere, vedeva un “immobilismo” da parte della giunta. Da qui - a suo dire - la reazione della leadership, non di dialogo ma, appunto, la volontà di intimidire.
E' altresì chiaro che la responsabilità non è solo a carico di ha guidato il movimento fino ad oggi. Perché è stato permesso tutto ciò? E' mancata una responsabilizzazione di tutti gli aderenti a Viterbo 2020? Non sono stati posti degli argini a chi dirige la compagine? Tanti gli interrogativi a livello politico rispetto al quale la situazione è destinata ad avere strascichi. Dal punto di vista giuridico, invece, c'è un'indagine in corso e sarà la magistratura ad accertare i fatti ed eventuali responsabilità.
VITERBO – Il comunicato di Marco Bruzziches e sua moglie, Anna Maria Formini, ha sconvolto la cittadinanza viterbese. Le frasi di Cavini e Frontini, riportate sulla nota del consigliere, che i due avrebbero pronunciato in una cena a casa del politico, hanno aperto una breccia nella visione che fino ad oggi, esternamente, il Movimento 2020, voleva dare di se. Partecipazione e dialogo hanno lasciato il posto a un 'dispotismo' difficile da immaginare precedentemente.
Mettendo da parte il contenuto delle affermazioni riportate, in tanti si stanno chiedendo cosa porta un politico a registrare i dialoghi con la leadership del proprio movimento d'appartenenza?
Nei mesi scorsi avevamo trattato il tema del “movimento” che non rispecchierebbe più, stando anche ai malumori trapelati in queste settimane, i criteri e le linee guida con cui era sorto. Il risultato è un organo che non avendo una struttura di controllo interna, come accade nei classici partiti, si muove su delle linee disegnate direttamente dall'alto, senza dialogo e condivisione. Mancando questi due aspetti, la leadership si trasforma in un elemento di controllo, che interviene nei casi di 'dissidio'.
Si alimenta così, il classico clima da “caccia alle streghe”. A farne i conti sarebbero tutti coloro che non si ritroverebbero nelle indicazioni 'dettate dall'alto'. Lo stesso Bruzziches, nel suo comunicato, dice che il motivo scatenante delle “pressioni” subite era la sua attenzione verso la gestione del patrimonio immobiliare comunale, che secondo il consigliere, vedeva un “immobilismo” da parte della giunta. Da qui - a suo dire - la reazione della leadership, non di dialogo ma, appunto, la volontà di intimidire.
E' altresì chiaro che la responsabilità non è solo a carico di ha guidato il movimento fino ad oggi. Perché è stata permesso tutto ciò? E' mancata una responsabilizzazione di tutti gli aderenti a Viterbo 2020? Non sono stati posti degli argini a chi dirige la compagine? Tanti gli interrogativi a livello politico rispetto al quale la situazione è destinata ad avere strascichi. Dal punto di vista giuridico, invece, c'è un'indagine in corso e sarà la magistratura ad accertare i fatti ed eventuali responsabilità.
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