

VITERBO (fla. lud.) – Anche la Tuscia ha la sua buona ''stella'', anzi un paio. Stelle Michelin. Il principale giudizio della Guida Michelin, pubblicazione annuale che rappresenta il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità di ristoranti e alberghi sia a livello nazionale che internazionale, è conferito attraverso l'assegnazione, appunto, di stelle: da una fino al massimo di tre. E la notizia e' che sono stati confermati i preziosi riconoscimenti gastronomici a due dei ristoranti più promettenti del territorio, La Parolina di Trevinano, vicino ad Acquapendente e l’Enoteca La Torre che, nonostante si sia trasferita a Roma, vanta in ogni caso uno chef delle nostre parti.
Sono marito e moglie Iside De Cesare e Romano Gordini, chef e titolari de La Parolina che, malgrado la località non sia proprio dietro l’angolo, è meta prediletta di tantissimi appassionati. La prima stella l’avevano ricevuta nel 2009 e fino a oggi non l’hanno più lasciata scappar via. Insieme alla stella Michelin vantano anche due forchette del Gambero Rosso, un cappello de L’Espresso e una Medaglia nel Touring Club di Luigi Cremona, oltre all’inserimento nell’elenco dei locali “Jeunes Restaurateurs d’Europe”. Ogni piatto alla Parolina nasce dal confronto tra i due chef e le loro esperienze culturali e gastronomiche, attraverso la rielaborazione di ciò che il territorio mette a disposizione, tartufi, funghi, cacciagione, carne chianina, verdure e molto altro a chilometro zero.
Diversa è invece la storia de L’Enoteca La Torre che fa capo allo chef Danilo Ciavattini, viterbese, classe 1980. Stellato dal 2010, all'epoca dello chef giapponese Noda Kotaro, quando ancora si trovava a Viterbo, in via della Torre appunto, il ristorante conferma i suoi standard elevati anche quest’anno. Lo scorso giugno, il giovane e talentuoso chef viterbese Danilo, che aveva preso le redini de La torre nel 2011, si è lasciato alle spalle la Tuscia per approdare a Roma, nei prestigiosi ambienti di Villa Laetitia, hotel di charme di proprietà di Anna Venturini Fendi. 'In questo luogo avrò modo di tirare fuori ancor meglio la mia impostazione personale, senz'altro porterò la grande cacciagione, l'orto, i tanti produttori che ho imparato a conoscere nel viterbese, i gusti della cucina di campagna, ma soprattutto uno stile che non sta a guardare le mode del momento', aveva dichiarato lo chef in occasione del trasferimento. L’Enoteca La Torre, versione viterbese, va detto, oltre a ottenere la stella Michelin, si era anche guadagnata due forchette del Gambero Rosso per cinque anni consecutivi ed era stata segnalata dal 2010 come uno dei migliori ristoranti del Lazio e cantina tra le prime più importanti d'Italia. Ora, è vero che al Palazzo dei Mercanti di via della Torre non c’è più Ciavattini e il sommelier Luigi Picca, ma la tradizione gastronomica della Tuscia continua a essere portata avanti dal Ristorantino La Torre.
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