

VITERBO – Si avvicina il giorno della verità per la vertenza Mondial Tufo di Corchiano: il Consiglio di Stato ha infatti fissato per il prossimo 14 dicembre l'udienza di merito sul ricorso presentato dai legali dell'azienda contro la sentenza del Tar del Lazio che ha rigettato la richiesta di annullamento delle determine comunali che hanno bloccato l'attività estrattiva presentata dai legali della società. Da allora, 14 dei 35 dipendenti sono stati licenziati, mentre gli altri 21 sono in cassa integrazione straordinaria, la cui scadenza è fissata per il 31 dicembre. Dopodiché saranno tutti licenziati.
''Ci sono tutti i presupposti – dice il direttore di Federlazio Viterbo Giuseppe Crea - affinché il Consiglio di Stato riconosca le ragioni di una delle aziende storiche della Tuscia e restituisca serenità ai dipendenti che, nelle scorse settimane, hanno dato vita, con le loro famiglie, a una manifestazione di protesta per affermare il loro diritto al lavoro. Diritto – sottolinea – che è stato messo a repentaglio da tutta una sequela di provvedimenti burocratico-amministrativi del Comune che hanno paralizzato l'attività estrattiva''.
Quella della Mondial Tufo è una vicenda complessa e, sotto alcuni aspetti, oscura, sulla quale è in corso anche un’inchiesta della procura della Repubblica di Viterbo, incentrata sulle firme dei documenti con i quali un’architetta del comune di Corchiano ha autorizzato la proroga dell’attività della cava. In seguito la professionista aveva dichiarato al sindaco del paese Bengasi Battisti che le firme, almeno sei su altrettanti atti, erano state falsificate o che, comunque, non erano state apposte da lei. Una perizia calligrafica disposta dalla procura ha invece stabilito che sono tutte autentiche, tanto che ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale contro gli eventuali falsificatori.
''Sin dall'inizio – aggiunge Crea - Federlazio si è fatta carico delle conseguenze economiche e occupazionali causate dall’atteggiamento del Comune di Corchiano, in un territorio ancora pesantemente condizionato dagli effetti della crisi finanziaria internazionale. E con le prospettive di ripresa che appaiono tuttora estremamente labili''.
Dopo aver spiegato che finora Federlazio non è mai entrata nel merito della vicenda sul piano legale-amministrativo, Crea afferma: ''Non possiamo non sottacere al fatto che l'azienda continua ad essere bersaglio di facili accuse che, ad oggi, non hanno trovato alcuna conferma tecnica da parte delle amministrazioni competenti. Rileviamo tuttavia – dice ancora – che abbiamo perso oramai il conto di tutti gli attacchi frontali sferrati alla Mondial Tufo, che si sono poi risolti in clamorosi dietro front. Tutto questo non può che aumentare la nostra preoccupazione in merito al fatto che alcuni aspetti della complessa vicenda possano in qualche modo rivelarsi un'altra bolla di sapone''.
Infine, il direttore di Federlazio lancia un sos: ''Se la sentenza nel merito del Consiglio di Stato dovesse giungere in un arco temporale più lungo di quello previsto, significherebbe decretare la morte certa dell'azienda. Per questo la nostra parola d'ordine è fare presto e bene''.
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