ANNO 16 n° 276
Caso Mondial Tufo: Tutti in piazza per difendere il lavoro
23/09/2012 - 04:00

CORCHIANO - Mentre ieri l’amministrazione comunale di Corchiano festeggiava la sua “virtuosità”, nell’ambito della premiazione della manifestazione “Comuni Virtuosi”, i lavoratori e gli ex dipendenti della Mondial Tufo, insieme alle loro famiglie, sono scesi in piazza per manifestare tutta la loro rabbia e le loro preoccupazioni.

La controversia tra la Mondial Tufo e il comune di Corchiano dura ormai da quasi due anni. Un tempo in cui si tentato, senza però riuscirci, almeno per ora, di trovare una soluzione che combinasse le esigenze della società e la difesa dei posti di lavoro con le norme di carattere ambientale sollevate dall’amministrazione.

Ma ora il tempo sta per scadere e una quarantina di lavoratori stanno per restare disoccupati, dopo due anni di cassa integrazione straordinaria. “Percepiamo un assegno – dice un loro portavoce - che, nel migliore dei casi, arriva a ottocento euro al mese”.

Insieme ai manifestanti anche la Filca Cisl, guidata dal segretario provinciale Fabio Turco, il quale sui tempi della vertenza è stato categorico: “Ci aspettiamo – ha detto – una convocazione urgente da parte del Comune per trovare insieme una soluzione”.

“Sono ormai anni – ha continuato il segretario della Cisl - che la disputa tra sindaco e impresa si protrae a suon carte bollate, con atti di sospensione di escavazione, provvedimenti di autotutela, ricorsi al Tar e ricorsi al Consiglio di. Come più volte abbiamo espresso, questa organizzazione, non vuole entrare nel merito agli atti legali e amministrativi in corso ma, sensibilizzare le istituzioni e trovare insieme possibili soluzioni anche al problema occupazionale”.

“Infatti, se oggi manifestiamo – spiega ancora Turco - lo facciamo perché riteniamo che una Amministrazione, pur dovendo agire nella massima trasparenza e legalità, debba esercitare anche una funzione sociale, soprattutto in un momento di estrema difficoltà economica e occupazionale. E allora ci domandiamo: perché il confronto richiesto più volte non è avvenuto? Perché l’Amministrazione non ha affrontato il problema occupazionale con la stessa caparbietà e fermezza dimostrata con gli atti amministrativi emessi? Ecco perché compendiamo la rabbia dei lavoratori, scaturita da una totale assenza e indifferenza a un confronto con le organizzazioni sindacali in merito al rischio di trentasei lavoratori che dal primo gennaio 2013 perderanno il posto di lavoro, oltre i quattordici lavoratori già licenziati”.

 

 

 

 

Facebook Twitter Rss