

VITERBO - Una cinquantina di lavoratori ed ex dipendenti della Mondial Tufo di Corchiano, con le relative famiglie, sabato alle ore 16.30, terranno una manifestazione, durante l’edizione 2012 della premiazione dei Comuni Virtuosi, che si terrà appunto nel paese.
I manifestanti sono stati autorizzati dalla questura a riunirsi in una piazza attigua a quella in cui si terrà la cerimonia. “Ma ci faremo sentire e vedere” dice uno degli organizzatori della protesta, dipendente della società impegnata da tempo in un duro braccio di ferro con l’amministrazione comunale che, nel marzo 2011, ha revocato l’autorizzazione all’estrazione dei tufi.
La Mondial Tufo aveva 36 dipendenti (divisi tra società commerciale e estrattiva), dopo lo stop imposto dal comune, 14 sono stati licenziati. Gli altri 22 sono attualmente in cassa integrazione straordinaria che scadrà il prossimo 31 dicembre. Da quella data saranno definitivamente licenziati, in quanto scadranno i due anni di Cigs.
Quella della Mondial Tufo è una vicenda complessa e, sotto alcuni aspetti, oscura, sulla quale è in corso un’inchiesta della procura della Repubblica di Viterbo e pende un ricorso al Consiglio di Stato promosso dalla società, che sarà discusso nel prossimo dicembre.
L’inchiesta della procura è incentrata sulle firme dei documenti con i quali un’architetta dipendente del comune di Corchiano ha autorizzato la proroga dell’attività della cava. In seguito la professionista aveva dichiarato al sindaco del paese Bengasi Battisti che le firme, almeno sei su altrettanti atti, fossero state falsificate o che, comunque, non erano state apposte da lei.
Una perizia calligrafica disposta dalla procura ha invece stabilito che sono tutte autentiche, tanto che ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale contro gli eventuali falsificatori.
Con il ricorso al Consiglio di Stato, la Mondial Tufo chiede l’annullamento della sentenza del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso con il quale la società chiedeva l’annullamento delle determine comunali che hanno bloccato l’attività estrattiva.
Nei quasi due anni di controversia tra Mondial Tufo e comune di Corchiano, i sindacati e la Federlazio hanno tentato di trovare una soluzione che contemperasse le esigenze della società e la difesa dei posti di lavoro con quelle di carattere ambientale sollevate dall’amministrazione, ma la situazione è rimasta bloccata.
“Ora, una trentina di famiglie – spiega il ‘portavoce’ dei manifestanti – stanno per restare senza lavoro. Oltretutto sono quasi due anni che siamo in cassa integrazione straordinaria e percepiamo un assegno che, nel migliore dei casi, arriva a ottocento euro al mese”.
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