

VITERBO – ''I nostri posti di lavoro e il futuro delle nostre famiglie è messo a repentaglio da una vera e propria persecuzione attuata dal Comune nei confronti dell’azienda di cui siamo dipendenti. Una persecuzione di cui, allo stato, ci sfuggono i motivi che, prima o poi, riusciremo a capire''. Così due dipendenti della Mondial Tufo Srl di Corchiano, la società impegnata da mesi in un dura quelle giudiziaria contro l’amministrazione comunale che, con una serie di provvedimenti, ha imposto la sospensione dell’attività estrattiva, i quali si definiscono ''portavoce'' degli altri lavoratori. ''Tutti noi, cioè 21 persone – aggiungono –, dal primo gennaio prossimo perderemo il lavoro. Il 31 dicembre, infatti, scadrà la cassa integrazione straordinaria. Faremo la fine dei nostri 14 colleghi che sono già rimasti disoccupati''.
Ad avviso dei ''portavoce'', la ''persecuzione'' messa in atto dal Comune troverebbe conferma in una sequela di atti: ''Il 14 giugno 2012 - raccontano – il sindaco Bengasi Battisti ha emesso un’ordinanza, la numero 38, con la quale, per improbabili 'ragioni di ordine pubblico'; ordinanza – aggiungono – che è stato costretto a revocare pochi giorni dopo, cioè il 7 luglio, a seguito dell’intervento della prefettura''.
Alla domanda se ciò può bastare per parlare di ''persecuzione'' rispondono: ''Se mettiamo in fila le due ordinanze con gli atti precedenti, basterebbe e avanzerebbe. Ma c’è di più e, a nostro avviso, di peggio. Lo stesso giorno in cui la prefettura ha costretto il comune ha revocare l’ordinanza numero 38, il sindaco ne ha firmata un’altra, la numero 43, con la quale disponeva la chiusura delle cave paventando un non meglio specificato rischio d’inquinare le falde idriche sottostanti. Ma anche questa circostanza – sostengono – è stata clamorosamente smentita dall’amministrazione provinciale, ente preposto ai controlli in materia''.
In effetti, il 6 agosto scorso, l’assessorato all’ambiente di Palazzo Gentili ha inviato una nota al comune di Corchiano e, per conoscenza, alla prefettura e alle forze dell’ordine, con il quale precisa che ''da una verifica effettuata per individuare le concessioni e i prelievi in essere nelle zona limitrofa alle cave, non sono risultate aree sottoposte a specifiche salvaguardie e che, nell’intorno, per un distanza di circa un chilometro, risultano 19 concessioni ad uso irriguo e 9 denunce di pozzo ad uso domestico''. Insomma, a parere della Provincia non ci sarebbe alcun rischio d’inquinamento della falde, peraltro abbondantemente sfruttate dagli agricoltori e da chi abita in zona.
Intanto, si avvicina il giorno della ''soluzione finale'' per la querelle Mondial Tufo – Comune di Corchiano: il Consiglio di Stato ha infatti fissato per il prossimo 14 dicembre l’udienza di merito sul ricorso presentato dai legali dell’azienda contro la sentenza del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso con il quale chiedeva l’annullamento delle determine comunali che hanno bloccato l’attività estrattiva. Ma si avvicina anche lo spettro del licenziamento per i 21 dipendenti attualmente in cassa integrazione straordinaria.
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