ANNO 16 n° 274
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L'incontro con Pagano
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Una petizione in difesa dell'associazione
Oggi faccia a faccia tra Comune e attuali gestori per cercare un punto d'incontro

di Roberto Pomi

VITERBO – Il termalismo viterbese passa per la partita del Bagnaccio. E in difesa del lavoro dell’associazione che lo gestisce si stanno schierando tantissimi fruitori, che hanno dato il via anche a una raccolta firme.

Ieri la notizia che l’amministrazione comunale non avrebbe intenzione di rinnovare la convenzione con l’associazione che da due anni si è occupata del sito termale. Convenzione biennale che sarebbe scaduta in data 11 luglio.

Così nel pomeriggio, su incarico dell’amministrazione comunale, si è presentato il direttore di miniera Giuseppe Pagano per chiudere il pozzo. Ma una volta lì, davanti alla recinzione che contiene la pompa, ha trovato un muro di cittadini. Impossibile per il geologo portare a termine l’operazione.

Pagano si è trovato quindi davanti a un bivio: ricorrere alla forza pubblica o interpellare il sindaco Leonardo Michelini per avere nuove disposizioni. Alla fine il professore ha imboccato la seconda strada, diventando portavoce della richiesta del primo cittadino di un tavolo per un confronto tra le parti.

Tavolo che è fissato per questo pomeriggio alle 17,30 e dove si siederanno i rappresentanti dell’associazione di promozione sociale ''Il Bagnaccio'', lo stesso sindaco e il dirigente del settore Ernesto Dello Vicario. Il dato da sottolineare è il muro di fruitori del sito termale, gente scandalizzata dall’ipotesi che tutto vada a carte quarantotto.

''La tessera, volontaria, è di 40 euro all’anno. Per il lavoro che questi ragazzi hanno fatto si potrebbe dare anche di più. Nessuno poi ti obbliga a pagare, anche se stiamo parlando di 10 centesimi al giorno'', è il ragionamento più gettonato. ''La politica, per le sue beghe, non può privarci di questo bene termale. Questo è un gioiello'', è l’analisi di altri.

Ieri pomeriggio diverse decine di persone hanno fatto quadrato intorno ai responsabili dell’associazione. C’è chi spiattella anche ragionamenti sociali: ''Le famiglie che non possono permettersi una vacanza vengono qui e si godono uno spazio meraviglioso, questo lavoro va incoraggiato e premiato. Non capiamo perché si voglia punire quest’associazione''.

Per capire i motivi di questa presa di posizione forte basta guardarsi intorno. Due anni fa l’area era un bivacco, oggi è un giardino. Tutto è pulito come uno specchio, l’area è controllata e le piscine vengono svuotate e pulite ogni sera. Tra chi si è opposto alla chiusura del pozzo c’è anche Alì, due figli da mantenere e una moglie. E’ lui uno dei tre che hanno trovato lavoro grazie all’iniziativa dell’associazione ''Il Bagnaccio''. Riflettori puntati sull’incontro di oggi pomeriggio. Intanto ha iniziato a scorrere l’inchiostro: quello delle firme a sostegno dell'attuale gestione. 

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