ANNO 16 n° 274
Il professor Pagano non chiude il pozzo del Bagnaccio
Domani incontro a Palazzo dei Priori tra l'associazione e il sindaco Michelini
14/07/2015 - 18:54

di Roberto Pomi

VITERBO – Il pozzo del Bagnaccio non è stato chiuso. Il direttore di miniera Giuseppe Pagano si è dovuto arrendere davanti ai fruitori delle storiche pozze, che hanno realizzato uno scudo umano davanti alla recinzione. Al motto di ''l’acqua non si chiude'' si è consumato il pomeriggio. Anche perché volendo Pagano non sarebbe riuscito comunque a portare a termine l’incarico. Chiedendo infatti di provare solo ad aprire, per verificare se tutto fosse apposto, è venuto fuori che il lucchetto si è ossidato e quindi la chiusura del pozzo non sarebbe stata comunque possibile.

Al centro la vicenda, esplosa questa mattina in consiglio comunale, che vede Palazzo dei Priori non intenzionato a rinnovare la convenzione con l’associazione ‘Il Bagnaccio’. Convenzione biennale attivata nell’estate del 2013, anche se la firma risale al 2011, e quindi giunta l’11 luglio a scadenza.

Il direttore di miniera ha attivato un dialogo via telefonino con il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, facendo presente l’aria da “sommossa” termale. Così il primo cittadino ha sollevato Pagano dall’incarico di chiudere il pozzo, spostando la partita sul tavolo di un incontro proposto per domani pomeriggio alle 17,30. Incontro al quale saranno presenti i rappresentanti legali dell’associazione e il Comune nella persona del sindaco stesso e del dirigente del settore Ernesto Dello Vicario.

Lo scenario più credibile che va a delinearsi è quello di un affidamento in custodia ai proprietari del terreno, in attesa di impostare una strategia il più possibile condivisa dalle parti.

L’area del Bagnaccio in questi due anni è stata oggetto di una riqualificazione sorprendente, frutto dell’impegno e dell’investimento dell’associazione, composta essenzialmente da giovani di Viterbo. Parliamo di un investimento di 200mila euro. Altri numeri riguardano i tesserati: 3mila e 700 nel 2014 e già 3mila in questo 2015. Tessere dal costo di 40 euro all’una e valevoli per tutti i giorni dell’anno. A conti fatti parliamo di circa 10 centesimi al giorno, per avere in cambio piscine pulite ogni sera e un’area tenuta come un gioiello. Soldi che i frequentatori presenti hanno dichiarato di pagare ''con tutto il cuore, perché l’associazione se lo merita per quello che è riuscita a fare''. Ma la tessera non è obbligatoria per accedere alle vasche, volendo si può entrare senza sborsare un euro e nessuno di ''viene a puntare la pistola alla tempia''. Un'operazione che ha creato anche tre posti di lavoro, che di questi tempi sono oro.

La situazione resta fluida ma bollente e in tanti vivono la decisione politica di non rinnovare la convenzione come una mossa storta, contro i cittadini.

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