ANNO 16 n° 274
Gestione delle piscine nel mirino dei Nas
Dopo il presunto obbligo del pagamento di 40 euro per accedere alla struttura,
s'indaga perché al professor Pagano sarebbe stato impedito di chiudere il pozzo
16/07/2015 - 00:00

VITERBO – La gestione delle terme del Bagnaccio è finita, o meglio, è rifinita nel mirino dei carabinieri Nas. I militari del Nucleo antisofisticazione e sanità si erano già occupati della vicenda quando misero nero su bianco in un verbale che i gestori delle piscine termali avrebbe preteso da chiunque volesse frequentare il sito di pagare quaranta euro per l’iscrizione all’associazione di promozione del Bagnaccio. Dell’identico tenore il contenuto di una relazione degli agenti della polizia locale, che si sono avvicinati alle piscine fingendosi bagnanti.

L’imposizione del pagamento dei quaranta euro, che l’associazione ha sempre definito una sottoscrizione volontaria finalizzata a retribuire le persone che garantiscono la cura e la pulizia delle piscine, è in netto contrasto con quanto prevede la convezione sottoscritta con la precedente amministrazione che assegnava, a titolo gratuito e senza alcuna gara, la gestione del sito termale per due anni.

La Regione Lazio, proprietaria della concessione mineraria, una volta ricevuto il rapporto dei Nas, ha intimato al Comune di porre immediatamente fine all’andazzo. Da qui, la decisione di inviare il professor Giuseppe Pagano, responsabile della miniera, a chiudere i “rubinetti” del pozzo che alimenta le piscine. Anche perché la convenzione risultava scaduta il 5 luglio precedente, quindi l’associazione non avrebbe avuto più alcun titolo per proseguire l’attività.

E proprio la mancata chiusura del pozzo del Bagnaccio avrebbe innescato il nuovo interessamento dei Nas. Al geologo, infatti, sarebbe stato di fatto impedito di eseguire di adempiere il proprio mandato. Una circostanza, quest’ultima, che se confermata potrebbe far scattare la contestazione di qualche reato.

Da parte sua, l’associazione sostiene di essere a pieno titolo il gestore delle piscine, sia perché il contratto sottoscritto con l’amministrazione Marini prevede la proroga della convenzione, sia perché la consegna effettiva del sito non è avvenuta l’11 luglio, giorno della firma del documento, ma il successivo 5 agosto, dopo il collaudo del pozzo eseguito dallo stesso professor Pagani. Quindi, mancherebbero ancora una ventina di giorni per la scadenza.

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