ANNO 16 n° 274
Tra forma e segno, solo 3mila paganti
''Buon risultato'' per gli organizzatori, ma forse va considerato anche altro

di Stefano Mecorio

VITERBO - I cartelli li hanno coperti o se li è mangiati la pioggia. Il portone d'accesso è ben serrato. Nessuno ne parla più. E pure quel fresco che stava sull'uscio è sparito dalla circolazione. Se prima c'era un piccolo dubbio, adesso la situazione è diventata tipo quella di Fantozzi e lo sccccfilatino: una certezza. ''Tra forma e segno'' ha chiuso i battenti (e la Pina è innamorata del fornaio, Abatantuono).

Breve riassunto delle puntate precedenti. Lo scorso 19 marzo il Comune ha messo in piedi una mostra, avvalendosi dell'Anonima talenti di Falciano (San Marino). L'esposizione è durata fino al 29 di maggio. Il titolo lo abbiamo già detto, mentre interessanti risultano alcuni dettagli che poi dettagli non sono. E cioè, innanzitutto il pacchetto è costato alle casse popolari un po' più di 45mila euro (tenete a mente la cifra). Per la prima volta poi delle opere sono state appese giù a valle Faul, di dentro agli splendidi locali della Fondazione Carivit (l'ex mattatoio, ristrutturato come cristo comanda). Tra tele e dipinti vari inoltre si poteva passare da Modigliani a Fontana. Toccando Schifano e addirittura Keith Haring. Settanta capolavori, in totale. Per la gioia della curatrice Beatrice Buscaroli, degli artisti locali (ai quali è stata dedicata un'area promozionale intera, ''Contemporanea Contemporanei''), dei papabili fruitori.

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