

VITERBO – Sebbene la Procura della Repubblica di Viterbo e gli ambienti investigativi continuano a ribadire che nella Tuscia non emergerebbero infiltrazioni malavitose e che dietro la lunga e preoccupante sequela di incendi degli ultimi sei mesi non ci sia l’ombra del racket, i timori che anche il Viterbese abbia ormai cessato di essere un’oasi di pace e tranquillità si fanno sempre più forti.
Dopo la preoccupazione palesata alcuni giorni fa dal segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli, che si rivolgeva alle istituzioni chiedendo di “tenere alta la guardia”, e dal coordinamento provinciale di Libera (l’associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti) che parlava di “segnali forti da parte delle mafie, che stanno tentando un’espansione anche nel nostro territorio”, ieri l’allarme è stato lanciato anche dal deputato del Pd Ugo Sposetti.
“Il susseguirsi di roghi ai danni di aziende locali - ha dichiarato l’esponente dei democratici -, insieme al proliferare nella provincia di ‘Compro Oro’ e sale da gioco, tematiche su cui ho presentato anche interrogazioni parlamentari, non può che far sorgere sospetti sul rischio che soggetti legati alle organizzazioni criminali stiano cercando di allungare la propria nefasta influenza sul territorio”.
“Confidando nelle capacità d'indagine e repressione degli organi preposti, auspico però che gli amministratori locali, la classe politica e i rappresentanti dell'economia viterbese alzino tutti la guardia contro il rischio di infiltrazioni malavitose'.
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