

VITERBO – Sei incendi in cinque mesi, tutti ai danni di attività imprenditoriali, che hanno provocato danni per svariati milioni di euro, sono troppi per essere casuali. Né possono essere le dichiarazioni dei titolari delle aziende divorate dalle fiamme, i quali hanno sostenuto, con fin troppa veemenza, che gli incendi non erano dolosi e che nessuno di loro ha mai ricevuto richieste di “pizzo” o minacce, a far escludere che quanto sta avvenendo con sistematicità non sia opera di una o più organizzazioni dedite al racket.
Del resto sia i vigili del fuoco che le forze dell’ordine sono in apprensione davanti a un fenomeno così cruento. “Siamo preoccupati – dicono a microfoni spenti -, temiamo che non si possa più parlare di episodi accidentali”. E probabilmente la loro preoccupazione è suffragata da qualche elemento emerso durante le indagini.
Ad aprire la impressionante sequela, il 18 maggio di quest’anno, è stato il rogo che ha mandato in fumo il Supermercato Sigma di via Monte Nevoso a Viterbo; l’8 ottobre un altro incendio ha distrutto il negozio di vendite online Ebay, in via SS Maria Liberatrice; l’11 ottobre le fiamme sono divampate nell’ex cinema Metropolitan, nel centro storico della città, in procinto di essere trasformato in un centro commerciale; l’11 novembre un colossale rogo ha distrutto il deposito della carta e degli inchiostri dello stabilimento tipografico Union Printing; il 21 novembre è stata la volta del Emi Market di Tuscania. Infine il mobilificio della catena ‘Mondo Convenienza’ raso letteralmente al suolo dalle fiamme divampate la scorsa notte.
Proprio ieri, a Roma, il neoministro Anna Maria Cancellieri e la governatrice Renata Polverini, con i cinque prefetti delle province laziali hanno sottoscritto il ''Patto per il Lazio sicuro''. Uno strumento rivolto alle quattro
province ''esterne'', perché per Roma, hanno annunciato, partirà a giorni un Patto ad hoc, finanziato con un milione di euro.
E un milione di euro l'anno vale anche il Patto siglato ieri che, sotto il coordinamento del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, prevede ogni sei mesi incontri di verifica.
Nel Patto è previsto che le prefetture di Rieti, Latina, Frosinone e Viterbo si impegnino in azioni mirate al maggior controllo del territorio, al potenziamento dei dispositivi di prevenzione e repressione dei reati, alla riduzione della criminalità diffusa, grazie a dotazioni aggiuntive, più controlli su chi guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope e nuove tecnologie.
''Ma senza la collaborazione dei cittadini - dicono le forze dell'ordine - i controlli sono destinati a rimanere un deterrente relativo. Una denuncia di un tentativo di estorsione avrebbe un impatto sicuramente maggiore''.
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