

VITERBO - Si tinge di giallo la vicenda della morte di Hassan Sharaf, il detenuto egiziano che si è tolto la vita in cella d'isolamento a Mammagialla a poco più di un mese dalla scarcerazione.
Secondo quanto riportato dal sito Egypttoday, il ministero degli esteri egiziano ha deciso di seguire da vicino le indagini in merito al decesso del 20enne, avvenuto dopo il ricovero presso l'ospedale Belcolle. Tramite una dichiarazione rilasciata ieri, il portavoce del ministero Ahmed Abu Zeid ha riferito che l'ambasciata egiziana a Roma è stata informata della morte del ragazzo e che ha inviato una delegazione a Viterbo per incontrare i funzionari della casa circondariale e dell'ospedale per avere ulteriori dettagli su quanto accaduto.
Dall'ambasciata hanno inoltre fatto sapere che è stata richiesta tutta la documentazione medica ed è stata presentata all'amministrazione penitenziaria viterbese una richiesta formale per poter condurre una indagine privata sul caso.
L'ultimo ad avere notizia di Hassan è stato Sabry Abu Heikal, suo cugino, il quale ha riferito che il ragazzo si sentiva perseguitato da uno dei detenuti. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Hassan è emigrato illegalmente in Italia a soli 15 anni. Ancora minorenne, è stato condannato a scontare 3 anni di carcere.
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